A Varese tutto tace

Dove si fa una puntatina a New York, si ragiona su una strana epidemia di raucedine e si ricorda cosa accadeva una settimana fa

Circola con insistenza: il comune di New York ha seriamente pensato di riaprire il centro per lo smistamento degli immigrati di Ellis Island per far fronte alla marea di sbarchi provenienti dalla Lombardia in occasione delle celebrazioni del Columbus Day: tra politici, giornalisti e imbucati vari l’allegra brigata pare abbia raggiunto dimensioni considerevoli. Priva di fondamento, invece, è la notizia che nella circostanza David Bloomberg, primo cittadino della Grande Mela, abbia chiesto consulenza al suo collega di Lampedusa.

DILLO CON PAROLE TUE – La tempesta che per mesi ha paralizzato il consiglio comunale di Varese, dovuta ai dissensi interni a Forza Italia a quanto pare si è placata così come era cominciata. Ora le spiegazioni ufficiali per quello che è successo variano dal “no comment” al “non è successo niente”. Abbiate pazienza, ma siccome non si tratta di un’assemblea di condominio ma del governo di una città, sarebbe bene che qualche decina di migliaia di elettori sapessero come mai meno di dieci eletti hanno combinato questo popo’ di casino. In nome dell’intelligenza, del rispetto e del senso delle istituzioni.

IL VERO BURQA – Idem come sopra: due emittenti locali – Rete 55 e La6 – cambiano proprietà e cambiano direttori. Il qui presente incontra questi ultimi – Matteo Inzaghi e Luigi Barion – e chiede loro: “Ma chi è il vostro nuovo proprietario?”. Quelli si scambiano sguardi obliqui e intimoriti come a dire “Parli tu o parlo io?” e poi affermano di non saperlo nemmeno loro. Facendo finta che sia vero e facendo finta di ignorare che la legge sulla stampa impone trasparenza sulla proprietà dei mass media, che cosa c’è di tanto inconfessabile nel dire che Tizio o Caio ha investito nell’informazione e nell’intrattenimento tv? Ma a Varese le cose funzionano così: niente si può dire, tutto deve rimanere sotto traccia, idee e notizie non circolano se non omogeneizzate e pastorizzate dagli uffici stampa. Altro che il velo islamico…

SETTE GIORNI FA – A proposito di burqa: dov’è finito tutto il furore “law and order” manifestato una settimana fa dalla Lega Nord contro il velo islamico? Il Tar ha stabilito che il regolamento sulle case popolari che assegna punteggi schiaccianti in base alla residenza non è regolare. Ora, visto il precedente del burqa, uno si aspetterebbe che i leghisti, essendo stati beccati da un tribunale a fare l’uovo fuori del cesto, ringraziassero i giudici. E invece no, è tutto un fiorire di dichiarazioni indignate contro la magistratura che mette il becco nella volontà popolare. Evidentemente per i leghisti paladini del diritto, il senso di legalità è un po’ come uno di quegli inconvenienti – il colesterolo alto, la visita di una zia petulante – che capitano a tutti nella vita, ma poi passano così come sono venuti.

A FUTURA MEMORIA – I reati nell’intera Lombardia sono in aumento. Fa eccezione la provincia di Varese che segna un –4% nell’indice di criminalità. Ma,. eccezione nell’eccezione, a Varese città le violazioni del codice sono cresciute del 10 e rotti per cento. Niente di drammatico, per carità, il Far West è un’altra cosa. E’ solo un post it da ritagliare e conservare in occasione della prossima discussione su Varese sicura. Dimenticavamo: i dati non sono forniti da qualche cellula comunista eversiva ma dall’assessorato alla sicurezza della Regione Lombardia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2004
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