«L’AlpTransit è una sorta di romanzo»

Il discorso integrale di Marco Borradori in occasione della presentazione di un libro sulla più lunga galleria del mondo

Qualcuno potrebbe anche legittimamente chiedersi se la pubblicazione di un volume come quello che presentiamo stasera – scritto all’inizio dei lavori di realizzazione dell’asse gottardiano di AlpTransit – sia effettivamente utile e necessario.

Ovviamente, sia gli ideatori, sia il Canton Ticino che ne ha promosso e sostenuto la traduzione in italiano, rispondono con un sì convinto.

Le ragioni sono molteplici.

Non bisogna dimenticare che l’avventura di AlpTransit è una sorta di romanzo che già oggi copre un arco temporale di quasi mezzo secolo. Le prime discussioni in merito alla necessità di ammodernare la centenaria linea del San Gottardo – la benemerita ferrovia di attraversamento delle Alpi centrali – risalgono infatti alla fine degli anni ’60. Tra progetti, discussioni tecniche e politiche, nonché votazioni popolari, per l’inizio ufficiale dei lavori di costruzione si è dovuto attendere fino al 1999. …. Più di 30 anni!

Questi sono i tempi della politica e i tempi della democrazia …

I lavori per la realizzazione della prima tappa al San Gottardo (con la galleria del Monte Ceneri) dureranno fino al 2015 circa. La completazione delle indispensabili rampe d’accesso e della tratta tra Lugano e il confine sud verso Milano è, per ora, programmata a dopo il 2020. La linea completa, dunque, sarà percorribile solo verso il 2030.

Si tratta dunque di un’opera di ampissimo respiro, che ha interessato e interesserà diverse generazioni di governi, politici, tecnici, imprenditori e cittadini.

E’ dunque utile, anzi necessario per la cronaca e per la Storia, disporre di testi che possano informare, in modo serio e circostanziato, sugli antefatti del progetto, gli obiettivi originali, lo stato dell’arte e i programmi futuri.

A mio parere sarebbe pertanto opportuno che, periodicamente, analoghe pubblicazioni possano accompagnare la realizzazione del progetto.

Non solo perché ciò servirà a mantenere, a non spezzare il filo conduttore ed evitare derive, ma anche perché, data la lunga durata dell’opera, potrebbe essere necessario aggiornare il progetto a nuove esigenze, registrandone puntualmente i motivi.

La terza ragione nasce da un’esigenza più concreta: quella di focalizzare e tenere sempre desta l’attenzione dei politici (ma non solo) su un progetto che, concepito in termini modulari, non può mai essere dato per acquisito nella sua completezza.

Le cerchie interessate in tutti i settori (trasportistico, socioeconomico, imprenditoriale, geografico, politico, …) sono molto ampie e diversificate, e non tutte hanno – né lo potrebbero avere, vista la varietà degli interessi in gioco – le medesime priorità. Il libro, pertanto, è destinato in particolare a loro affinché possano sempre ritrovarvi le ragioni del sostegno al progetto o scoprirvi nuovi motivi per promuovere la realizzazione completa di AlpTransit.

E’ con questi sentimenti che, auspicando un’attenta lettura in Svizzera e in Ticino, ma anche in Italia, in Lombardia, in Piemonte, in Liguria – tutte regioni a noi vicine ed amiche – vi diamo appuntamento a un prossimo momento di approfondimento su AlpTransit, nella speranza che la portata fondamentale di  questo progetto possa essere colta e afferrata in tutte le sue sfaccettature. Non dimenticando in ogni caso che l’opera, giorno dopo giorno, avanza e compie dei significativi passi avanti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2004
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