Autostrada chiusa, anche la Provincia contro l’Anas

Il presidente Reguzzoni appoggia il sindaco di Varese nella protesta con la società autostrade

«Il sindaco e l’assessore alla viabilità del Comune di Varese hanno fatto  benissimo ad assumere una decisa presa di posizione contro l’atteggiamento di Anas. Non si può portare una città alla paralisi, infischiandosene delle esigenze di mobilità di una città nelle ore di maggior traffico».
Marco Reguzzoni, presidente della Provincia, appoggia le dichiarazioni di Aldo Fumagalli e di Alessio Nicoletti, il giorno dopo il grande tilt causato da una serie di lavori di asfaltatura del tratto terminale dell’Autolaghi.

Come è noto, martedì gli automobilisti che da Varese intendevano raggiungere la A8 hanno trovato le “porte” dell’autostrada chiuse. Accesso negato in largo Flaiano, identica situazione in via Gasparotto. Per entrate in A8 bisognava raggiungere Gazzada o Castronno. Risultato, traffico cittadino sprofondato nel caos. E tutto per un cantiere dell’Anas che avrebbe dovuto chiudere alle sei del mattino. Così non è stato. Gli accessi di largo Flaiano e via Gasparotto sono stati riaperti alle 8 ma per smaltire il congestionamento della circolazione ci sono volute altre due ore. Morale, la situazione è tornata alla quasi normalità solo dopo le dieci.

«Sono d’accordo con lo sfogo di Fumagalli e di Nicoletti. Quando si verificano situazioni di questo genere l’utente se la prende sempre con le amministrazioni locali. Che non hanno colpe e, anzi, fanno il possibile per contenere l’effetto dei disagi. D’accordo che l’Anas è proprietaria dell’Autostrada e della bretella che conduce in centro Varese, ma l’Ente strade deve rendersi conto che non può essere il territorio a sopportare le conseguenze di un comportamento ‘leggero’ nella programmazione e nella gestione dei lavori».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2004
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