Bestie di Satana, spunta il memoriale di un compagno di cella

L'avvocato Traini, legale di "Ozzy" (Paolo Leoni): «Questa vicenda è un verminaio»

La vicenda delle Bestie di Satana si arricchisce di un ennesimo capitolo. Questa volta a ridestare l’attenzione è il memoriale di un detenuto, ex compagno di cella dapprima di Mario Maccione, poi di Paolo "Ozzy" Leoni. Tramite le informazioni raccolte dall’uomo la Procura di Busto Arsizio starebbe cercando nuove conferme ad un quadro accusatorio comunque già solido. In particolare Leoni avrebbe parlato con il compagno di cella a riguardo dell’assassinio di Andrea Ballarin, impiccato dalla setta la notte del 6 maggio 1999 a Somma Lombardo. Di Maccione il detenuto ricorda l’avversione manifesta per le immagini sacre: al suo ingresso in cella, il ragazzo ne avrebbe strappata una proclamando la sua esclusiva fede in Satana.

Proprio Maccione in estate aveva dichiarato che Chiara Marino e Fabio Tollis avrebbero desiderato essere sacrificati al Maligno. Su questo punto Leoni – che non aveva preso parte al loro assassinio –  si sarebbe detto possibilista, ricordando la strana passività mostrata dai due ragazzi nei mesi precendeti la loro morte, persino quando il gruppo aveva tentato maldestramente di ucciderli, prima con un’overdose per Chiara e poi con un’improvvisata autobomba.

Contattato su queste rivelazioni, il legale di Leoni, avvocato Traini, non si è detto affatto stupito. «Mi era ben nota l’esistenza di questo memoriale, così come il fatto che un detenuto collaborava con gli inquirenti, forse per ottenere uno sconto di pena. Ad ogni modo questa vicenda è un verminaio, e metterci le mani è molto pericoloso, salta fuori continuamente di tutto». Traini non commenta in modo particolare questo episodio, semmai appare risentito per i toni usati dai media nel descrivere il suo assistito.

Infine, circa il piccolo giallo del danneggiamento delle tombe del padre e della sorella di "Ozzy" nel cimitero di Corsico, l’avvocato Traini precisa: «Non ho sporto io denuncia, come da voi riportato. A sporgere denuncia è stata la madre del mio assistito, su mio consiglio, quando mi è stato riferito l’episodio. Poi io non so cosa abbiano messo a verbale i Carabinieri intervenuti sul posto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2004
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.