Bestie di Satana, Volpe sotto esame nell’incidente probatorio

Andrea Volpe conferma nella sostanza la versione già data agli inquirenti. Elisabetta Ballarin avrebbe rischiato di essere la prossima vittima del branco

La settimana dell’incidente probatorio al Tribunale di Busto Arsizio si è avviata questa mattina con l’audizione di Andrea Volpe dedicata alla ricostruzione del delitto Pezzotta. Erano presenti, oltre a Volpe, Nicola Sapone ed Elisabetta Ballarin, gli altri due complici di quella notte nel bosco di Golasecca.
Da quanto emerso dall’esame di Volpe (ricordiamo che le deposizioni rilasciate durante l’incidente probatorio hanno valore di prova in sede processuale), sentito questa mattina per circa tre ore e controinterrogato anche dagli avvocati di Sapone e Ballarin, emerge in modo chiaro che il gruppo conosceva il destino di Mariangela Pezzotta, sapeva che la ragazza doveva essere assassinata. Anche Elisabetta Ballarin, in lacrime al termine dell’incidente probatorio, sapeva, ma in modo piuttosto vago, e a detta di Volpe non avrebbe saputo quale fosse il momento prescelto per il massacro.

Resta il fatto che le armi usate per il delitto Pezzotta, una pistola "Smith&Wesson" e un fucile, appartenevano al padre di Elisabetta, Alberto, che è stato denunciato per l’omessa custodia delle medesime. Quella notte Elisabetta, imbracciando il fucile, avrebbe impedito la fuga a Mariangela, mentre Volpe, insonne da due giorni e sotto l’effetto combinato di eroina, cocaina e Tavor, alla reazione disperata della vittima avrebbe fatto fuoco. Con Mariangela in fin di vita, Volpe, in preda al panico, avrebbe chiamato Nicola Sapone che sarebbe accorso a folle velocità per aiutare l’amico a far sparire il cadavere e l’auto. Inoltre Volpe si sarebbe ferito di striscio ad un piede con una scarica partitagli accidentalmente dal fucile.

Sapone, giunto nel bosco di Golasecca, avrebbe  finito a badilate l’agonizzante Mariangela, mentre la seppelliva, e cercato di convincere l’amico ad uccidere anche Elisabetta Ballarin. «Quella ragazza è troppo intelligente, ti trascina fuori dal gruppo», avrebeb detto all’amico. Ma Volpe, innamorato, si sarebbe opposto. Questo, in sostanza, quanto dichiarato dallo stesso Volpe, secondo la sua legale Giovanna Menichini.

Francesca Cramis, legale di Nicola Sapone, ha contestato a Volpe di aver cambiato versione da luglio ad oggi e che prima di chiamare il suo assistito, la notte del delitto Volpe avrebbe a lungo cercato Mario Maccione, non trovandolo. «Volpe ricorda un sacco di dettagli di quella notte, poi quando gli chiedo conto delle inconsistenze presenti nella sua ricostruzione si trincera dietro i vuoti di memoria provocati dalle droghe».
Il legale della Ballarin, Michele Picerno, si è detto fiducioso che la posizione della sua assistita possa essere alleggerita, passando dall’imputazione di concorso in omicidio a semplice favoreggiamento. «Nel complesso la testimonianza di Volpe è favorevole ad Elisabetta, anche se manca qualche tassello. Per esempio dal fucile non sono partiti solo due colpi, ma almeno tre. Inoltre credo che l’aspetto del luogo del delitto sia stato alterato da curiosi di passaggio nei giorni successivi all’omicidio».

Nei prossimi giorni si entrerà nel vivo dell’incidente probatorio, affrontando il delitto ancora più terribile di Chiara Marino e Fabio Tollis, massacrati una notte del gennaio 199: Ad essere ascoltati; saranno ancora Andrea Volpe, insieme a Mario Maccione, Pietro Guerrieri e Massimiliano Magni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2004
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