«Ci hanno dimenticato, nessuno ci aiuta. Siamo disperate»

Ultimo grido d’aiuto delle 47 dipendenti della Lazzaroni di cui oggi rimane solo un meccanico, un custode e un cartello: “la direzione si è trasferita a Isola del Gran Sasso”

Si sono riunite per l’ultima volta le 47 ormai ex dipendenti del biscottificio Lazzaroni di Saronno. L’azienda oggi esiste solo a Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, e per le donne è una forte delusione, maturata con una serie si promesse mancate da parte dell’azienda e delle istituzioni. Della Lazzaroni sono rimasti a Saronno solo un custode degli stabili, un meccanico e un cartello sul quale si informano i visitatori che anche la direzione dell’azienda si è trasferita in centro Italia. «Noi non molliamo – spiegano le dipendenti -, siamo pronte anche ad andare a protestare ad Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, perché qui ci hanno lasciate da sole, non abbiamo più nessuno che ci aiuti».

Le dipendenti accusano di non aver ancora ricevuto i moduli per essere inserite negli elenchi della mobilità: «Non prendiamo più lo stipendio, non riceviamo i soldi della cassa integrazione e non possiamo nemmeno ottenere quelle poche centinaia di euro mensili che sono relative alla mobilità e che ci spetterebbero». Molte di loro hanno famiglia e poche centinaia di euro sarebbero per lo meno indispensabili per tirare fine mese.

«Non sappiamo a chi rivolgerci, non sappiamo cosa fare perchè al telefono, da Isola, ci dicono che ci richiameranno ma poi non si sente mai nessuno». Al grido d’aiuto delle dipendenti si aggiunge anche il fatto che non hanno ancora ricevuto nemmeno la liquidazione: «Siamo arrabbiate. Bel ringraziamento, per trenta o quarant’anni di fedeltà all’azienda». Nel mirino della donne disperate anche gli enti pubblici che un anno fa si erano mobilitati per il salvataggio della Lazzaroni: «Il silenzio è assoluto. La Provincia di Varese avrebbe dovuto organizzare subito dopo l’estate un incontro fra tutte le parti in causa, ma non è mai stato più riconvocato dopo tanti rinvii. Nessuna di noi, come ci era stato promesso, ha trovato una ricollocazione in aziende del comprensorio e nessuna sta partecipando ai corsi di formazione professionale, perché non sono stati a tutt’ora avviati». Silenzio anche dal Biscottificio di Saronno, la società nata per rilevare la produzione di amaretti, ma fino ad oggi rimasta una scatola vuota, senza dipendenti, né luogo dove svolgere l’attività, né produzione di sorta.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2004
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