Corte d’Appello a Varese, se ne parlerà in un consiglio comunale aperto

L'argomento, discusso da decenni, sarà al centro di un'assemblea cittadina aperta al pubblico

Un consiglio comunale per parlare, ma sopprattutto per ascoltarele proposte dei  cittadini sull’ipotesi di portare la Corte d’Appello a Varese. Una vicenda non nuova alle cronache, che parte da lontano.

Correva l’anno 1925, il Regime decideva di istituire una nuova provincia tra Milano e Como. Ai tempi l’unica cittadella in zona coi numeri e le caratteristiche per diventare capoluogo era Busto Arsizio. Ma i gerarchi optarono a sorpresa per Varese, che a quel tempo praticamente non esisteva nemmeno; si trattava dei piccoli borghi di Bosto, Biumo, Masnago e pochi altri messi assieme per l’occasione. Nel corso degli anni si è discusso a lungo su quella sorprendente scelta, ne sono nate anche numerose leggende popolari di vario genere. C’è chi sostiene che si tratti di una scelta puramente geografica, Varese offriva ed offre tuttora una centralità maggiore rispetto a Busto Arsizio; alcuni parlano addirittura di un’antipatia del Duce stesso nei confronti di Busto, antipatia derivante da alcune vicende personali. La verità storica più accreditata, tuttavia, sembra essere quella che Mussolini volesse evitare che si formasse un centro di potere intorno a Busto, nell’alto milanese, in una zona ricca di fabbriche dove la forza di socialisti e comunisti era ancora palpabile. In ogni caso, qualunque fosse la motivazione alla base della scelta, la città di Busto Arsizio si è sempre sentita derubata. I suoi dirigenti, di qualsiasi colore politico, hanno sempre cercato di smarcare la città dalla sfera di influenza varesina. Ottant’anni dopo poco è cambiato, ed una nuova battaglia tra le due rivali si profila all’orizzonte.

La regione Lombardia è intenzionata ad istituire una terza sede di Corte d’Appello, da affiancare a quelle di Milano e Brescia, e l’area del Varesotto sembra essere in “pole position” per ospitare la prestigiosa istituzione giudiziaria. Il sindaco di Busto, il leghista Luigi Rosa, non ha perso un attimo di tempo ed ha organizzato nella sua città un convegno pubblico invitando tutto il mondo politico e giudiziario della provincia: avvocati e consiglieri regionali, magistrati e parlamentari della zona, pare che la serata sia stata un successo. Varese ha accusato il colpo ma alla prima occasione buona, il Consiglio comunale di giovedì scorso, ha fatto la voce grossa. Il nazionalalleato Federiconi, furioso, ha chiesto l’intervento di Sindaco e Giunta, si è appellato alla Provincia (guidata dal bustocco Reguzzoni): «Varese deve essere privilegiata nel suo ruolo di capoluogo» – ha tuonato l’esponente di An,. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere leghista Terzaghi, nella sostanza d’accordo con Federiconi, ma molto più conciliante nei toni: «Si potrebbe organizzare un Consiglio comunale aperto, invitando anche noi politici locali ed esponenti del mondo giudiziario, magari lo stesso ministro Castelli. L’importante comunque – ha concluso Terzaghi – è non innescare una lotta di campanile, altrimenti va a finire che la Corte d’Appello la fanno a Lecco e sia Varese che Busto rimangono a bocca asciutta». Si è giunti così ad una rara intesa bipartisan, quando ieri sera tutto il Consiglio comunale ha votato un ordine del giorno presentato da Federiconi, che chiedeva proprio un Consiglio comunale aperto sul tema “La Corte d’Appello a Varese”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2004
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