Dal vecchio pirata

Da vecchio pirata dell’informazione guardo con simpatia alle esternazioni di cari colleghi contro le grandi spedizioni istituzionali effettuate con una… Maremma di invitati al seguito, tra i quali numerosi giornalisti, il tutto a spese della comunità.
Sono viaggi da sempre organizzati sotto qualsiasi governo nazionale o locale; aldilà dell’opportunità di parteciparvi se invitati, si deve valutare il loro costo, che deve avere una soddisfacente giustificazione con la portata dell’occasione – ci sono presenze doverose – e la reale utilità dei risultati che si ottengono.

In definitiva appare determinante il buon senso dei vertici delle istituzioni e, arrivando ai giornalisti, conta parecchio la loro professionalità, cioè saper riferire con la freddezza e la precisione di un chirurgo al tavolo operatorio e non sotto l’influsso di un’ospitalità regale. Detto questo è scontato che è ben altra cosa essere gli inviati della propria testata: la credibilità dei servizi ha altra dimensione. Personalmente ho sempre fatto questa scelta per non dire grazie ad altri all’infuori della mia azienda editoriale.

Del mio mondo so molto ma non tutto, a sufficienza però per poter dire che una istituzione può fare “pubbliche relazioni” fin che vuole, ma riuscirà a influenzare solamente chi ha principi deboli sin dai suoi anni giovani, non da quando ha scelto di essere comunicatore. La mia categoria è soggetta a pressioni infinite, soprattutto quando sono in gioco interessi notevoli, si pensi alla politica, all’economia, allo stesso sport, ma sono pressioni resistibili. E vincerle non ci fa eroi perché è solo un nostro semplice dovere.

Rispetto ai promotori di costosi viaggi in comitiva ben diversa è la posizione di una istituzione che utilizzando i soldi dei contribuenti imposti malamente la sua comunicazione.
A Varese siamo reduci da una gestione disastrosa all’Ospedale, c’è stata una svolta all’ASL, vedremo con quali esiti; seppur corretta è ancora perfettibile la comunicazione dell’Università, per contro offrono un servizio esemplare gli uffici stampa dell’intero settore economico. Dove domina la politica abbiamo due realtà ben distinte. La comunicazione infatti della Provincia, affidata a gente collaudata, è gestita anche senza pregiudizi politici. C’è un’ indicazione di Reguzzoni, presidente svelto come un gatto.
A Villa Recalcati dunque abbiamo un vero gioiello, la Lega però si ritrova con una pessima imitazione a Palazzo Estense dove i gatti evidentemente sono di marmo se da troppo tempo, con argomentazioni giudicate pretestuose, si continua a negare spazio alle opposizioni sul giornale comunale on line.

Siamo di fronte a una chiusura di considerevole ottusità politica.
Anche se l’accesso al giornale on line non è regolamentato ufficialmente, eleganza democratica suggerisce la strada della condivisione pur sapendo che verrebbe comunque contestata perché in qualsiasi realtà le opposizioni appartengono all’Ordine dei Lamentini.

Il giornale comunale non è proprietà privata né del sindaco né della maggioranza, ma è uno strumento di servizio alla comunità che ha sacrosanto diritto a una informazione a 360 gradi non solo per rispetto di un elementare principio di democrazia, ma perché sono i cittadini a pagare ogni euro speso dal Palazzo.

I giornali e le televisioni hanno problemi di spazio e tempo, il web permette ben più ampia possibilità di analisi e di confronto, a costo zero. Cifre alla mano la Giunta dimostri l’onere aggiuntivo per mandare in onda i testi dell’opposizione, per fare informazione completa.

Il tenace diniego d’accesso all’on line comunale non è solo un problema della Lega bosina, ma anche della parte della maggioranza di matrice liberale e cristiana. Se è stata zitta, se non ha levato voce in un episodio solo in apparenza marginale, allora certamente è venuta meno a principi che sono pilastri delle culture di riferimento. Se c’è stata condivisione di un incredibile errore, il peso della responsabilità sarà maggiore quando, con una semplice norma, a porre rimedio a una situazione tanto assurda sarà una coalizione di centrodestra fornita in misura apprezzabile di senso civico e di attenzione alla democrazia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2004
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