Elezioni Afghanistan, la commissione non bloccherà il voto

Nonostante le denunce di irregolarità da parte di 15 dei 18 candidati alla poltrona di capo di Stato

La ‘Commissione congiunta per la gestione delle elezioni’ (Jemb) ha deciso che il voto per le presidenziali in corso oggi in Afghanistan procederà nonostante le denunce di irregolarità da parte di 15 dei 18 candidati alla poltrona di capo di Stato. “Bloccare la procedura a questo punto non è giustificato – ha detto ai giornalisti Ray Kennedy, componente del Jemb – perché gli afgani sono andati a votare in gran numero e il processo si è svolto in modo sicuro e ordinato”. Quindici avversari del presidente uscente Hamid Karzai, favorito nella gara elettorale, avevano sollecitato nelle ore scorse alle Nazioni Unite il blocco delle procedure di voto soprattutto per questioni legate alla vicenda dell’inchiostro usato nelle procedure elettorali; ai cittadini è richiesto di immergere il dito in questa sostanza, che in teoria dovrebbe rimanere indelebile per circa una settimana, per evitare che un’unica persona voti più volte. Sembra però che in diversi casi questo inchiostro sia stato scambiato con quello per siglare le schede, che è facilmente cancellabile. La MISNA ha raccolto la testimonianza telefonica di un afgano che, come tanti altri, si è recato oggi alle urne per le prime elezioni libere nella storia recente dell’Afghanistan, martoriato da decenni di guerra. Dicendosi molto soddisfatto di poter votare per scegliere il futuro presidente, Abdul Zaher, un insegnante di Kabul, racconta di aver impresso il dito nell’inchiostro, “ma – sottolinea – tornato a casa, mi sono lavato le mani e l’inchiostro è scomparso”. L’uomo è quindi tornato al seggio per protestare, trovandovi altre persone che avevano avuto lo stesso problema. Fonti locali aggiungono che a Kabul la consultazione si è svolta tra ingenti misure di sicurezza, con molti uffici chiusi e diverse strade bloccate.

da Misna

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 ottobre 2004
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