Fondazione “1860 Gallarate città”, bagarre in consiglio

La fondazione culturale dovrà coordinare le iniziative culturali della città

Nel consiglio comunale di lunedì sera discussione animata per l’approvazione della fondazione culturale “1860 Gallarate città”. Si sono scontrate le posizioni di maggioranza ed opposizione, divise sia sulle ragioni che hanno portato alla decisione di
creare la fondazione sia sulle nomine del consiglio di amministrazione.
Particolarmente agguerriti Terreni, Galli e Barberi, che hanno accusato la giunta del sindaco Mucci di volersi appropriare della fondazione per gestire la vita culturale gallaratese senza lasciare spazi alle voci alternative.

La fondazione, a capitale misto pubblico e privato, può già annoverare tra gli sponsor la provincia di Varese, gli industriali, gli artigiani e i commercianti, ma non sono ancora stati forniti i nomi dei soci fondatori. Nell’idea della maggioranza guidata dal sindaco Mucci, “1860 Gallarate città” sarà l’organo che coadiuverà l’assessorato alla cultura del comune per quanto attiene all’organizzazione di eventi, mostre e manifestazioni culturali e farà da organismo coordinatore di tutte le iniziative culturali di Gallarate.
Dai banchi dell’opposizione aspre critiche sono piovute sulla maggioranza: le accuse sono principalmente quella di voler monopolizzare la vita culturale gallaratese senza coinvolgere né le opposizioni, né enti ed associazioni che fanno cultura a Gallarate e quella di aver pensato ad una struttura alternativa all’assessorato, in modo da togliere ogni potere decisionale al consiglio comunale.

La maggioranza risponde affermando che l’iter che ha portato alla creazione della fondazione è stato lungo e condiviso da tutte le teste pensanti di Gallarate, che la fondazione non si sostituirà all’assessorato alla cultura, ma lo affiancherà per migliorarne la resa e attaccando le opposizioni sul piano delle proposte: per l’assessore Delodovici e per il sindaco Mucci è il centro sinistra che non ha proposto nulla di nuovo, arroccandosi su posizioni vecchie e senza senso. Dello stesso avviso anche Castano, capogruppo di An, che ha accusato i membri della sinistra di aver promosso emendamenti solo obbedendo alla vecchia mentalità lottizzatrice e partitica della corsa alla poltrona. Le accuse di castano sono state condivise anche da Buffoni, che dai banchi del centrosinistra ha accusato il suo compagno di schieramento Galli di fare politica senza guardare ai bisogni della città, ma puntando piuttosto al suo interesse personale.
Lo statuto della fondazione è passato con i voti della maggioranza compatta e con l’appoggio della lista Buffoni e del gruppo misto. Contrari Margherita, Ds e Rifondazione.

Clima infuocato al termine dei lavori: il capogruppo di Forza Italia Bosco ha accusato il presidente del consiglio Agostinelli di aver abusato della sua posizione quando ha affidato alla commissione garanzia e controllo la trattazione della questione relativa alla casa di riposo Camelot. Bosco, spalleggiato da Mucci, ha chiesto che la mozione relativa alla Camelot, promossa da Buffoni, sia discussa nel prossimo consiglio comunale e non in commissione, dato che la stessa non ha il diritto di affrontare un argomento del genere. Il centro sinistra è scattato in piedi e ha alzato la voce, accusando il sindaco e il capogruppo forzista di aver esagerato con le violazioni del regolamento. Ancora una volta il più vivace è stato Terreni, che ha apertamente accusato Bosco e Mucci «di fare del consiglio quello che vogliono, senza tenere conto del regolamento e delle opposizioni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2004
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