Gli ex partigiani contro Largo Edgardo Sogno

L'intitolazione all'ex diplomatico suscita sdegno tra i combattenti antifascisti

Gli ex partigiani di Varese si schierano contro la prossima intitolazione di un angolo di città ad Edgardo Sogno. 
Non tanto per la sua partecipazione alla resistenza quale partigiano bianco, a capo di una formazione di orientamenti monarchici, l’Organizzazione Franchi, ma per il suo ambiguo ruolo di presunto istigatore contro le istituzioni democratiche negli anni ’70. 
La possibilità di intitolare una via in città all’ex discusso diplomatico venne di fatto autorizzata esattamente un anno fa dalla giunta di Palazzo Estense. Successivi passaggi individuarono l’area destinata. La prescelta divenne lo slargo antistante il cinema teatro Impero, nel cuore del centro storico. 
Di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione da parte della Circoscrizione 1, con conseguente deliberazione di un contributo economico di 2mila euro per le spese di cerimoniale. 
Insorgono ora le associazioni ex partigiane del comune di Varese che esprimono «profondo dissenso» per l’onore concesso a Sogno, quale «Ambasciatore della Resistenza»:
Il dissenso matura, secondo gli antifascisti – «dalla sua partecipazione, negli anni 70, ad un tentativo di colpo di stato contro le istituzioni democratiche nate durante la Resistenza».
Nel 1974 Sogno fu arrestato da Luciano Violante con l’accusa di attività
antidemocratica, ma nel 1978 il giudice dichiarò non esserci elementi per procedere. 
«Sintomatica – sostengono ancora gli ex partigiani – l’organizzazione di un convegno dal titolo "Edgardo Sogno, un combattente anticomunista», ove scompare ogni riferimento al fascismo e al nazismo, il tutto allo scopo di una contingente bassa polemica politica».
Rammarico, esprime infine il comunicato degli ex partigiani, per la contestuale mancanza di attenzione da parte della giunta ad una intitolazione urbana a Ferruccio Parri.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2004
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