Guerra dei prezzi sulla provinciale 341

Frutta e verdura a 69 centesimi, pasta gratis, tutto a metà prezzo. Offerte irrinunciabili per i consumatori che arrivano da tutta la provincia

Fino a qualche mese fa sulla strada provinciale 341, che collega Varese a Gallarate, all’altezza di Castronno c’era un cartello giallo con un scritta nera, un po’ casereccia, che proponeva la bresaola ad un prezzo imbattibile. Oggi la stessa mano lo ha sostituito con la scritta "gratis pasta". 
Poco più avanti, all’entrata di Gazzada, c’è un camion parcheggiato fuori da un discount che pubblicizza un’offerta irrinunciabile: frutta e verdura a 69 centesimi al chilo. Una dichiarazione di guerra commerciale senza quartiere, perché il suo dirimpettaio è un altro supermercato, che, solo sei mesi prima, aveva dovuto fronteggiare un altro concorrente che vendeva "tutto a metà prezzo". 
Il consumatore è come una trottola, gira e rigira si ferma sempre dove il prezzo è più basso. E così al discount sulla provinciale 341, dove la frutta e la verdura costano meno di un chewingum, si sono fermati in molti. «Un’offerta così conveniente non l’avevo mai vista- dice Liliana
di Varese, mentre carica un’abbondante spesa in macchina -. Non c’è paragone con altri supermercati e non solo per frutta e verdura, ma anche per altri prodotti. Chissà se durerà?».
Il discount è un po’ caotico, come lo sono tutti i discount, ma accanto alle "offertissime", come patate surgelate, farina, vini e formaggi, offre prodotti di marca e qualità. La direttrice del supermercato non rilascia dichiarazioni, per ogni informazione bisogna sentire i responsabili a Milano, che a loro volta sono troppo occupati per rispondere alla semplice domanda della signora Liliana: durerà l’offerta?
Il supermercato dirimpettaio è meno trafficato, ma questo non sembra preoccupare troppo il responsabile, che accetta di parlare. «Sono qui da soli due giorni – dice Fabrizio Chinetti – e da sei anni lavoro per il gruppo Tigros. Su questa strada ci sono cinque supermercati, l’offerta supera la domanda e quindi c’è un calo generalizzato. Queste sono strategie di marketing, il consumatore è informato e va dove trova convenienza. In questi anni ne ho viste di tutti i colori, fino a qualche mese fa qui davanti c’era qualcuno che vendeva tutto al 50 per cento. Oggi c’e quest’altro, vedremo cosa succederà».

Nella transumanza del consumo c’è anche chi fa il percorso inverso, dal supermercato al negozio, come testimonia un baffuto macellaio che vuole rimanere anonimo. Sulla provinciale 341, all’entrata di Castronno, puoi infatti trovarti a faccia a faccia con fettine di vitellone di pura razza piemontese, nodini di vitello e succulente bresaole e non sapere di essere in una macelleria. Non un’insegna, non un nome. Solo cartelli fatti in casa, cartone e nastro adesivo, che ipnotizzano gli automobilisti e un negozio che potrebbe essere la veranda di una villetta. 
«Molti miei clienti sono andati a comprare la carne al supermercato e poi, dopo un annetto, sono tornati da me. Io so che cosa do da mangiare e soprattutto ci tengo alla qualità. Se lei vede la carne violacea stia pur sicuro che non si tratta di vitellone, ma di vacca e pure vecchia. E il prezzo non è più alto di quello che trovate nei supermercati». 
Il macellaio anonimo vuole dare la prova provata: con una mano brandisce un pezzo di carne rosea di vitellone e con l’altra un depliant pubblicitario di un noto supermercato. «Vede, la nostra carne costa anche qualcosa meno. La verità è che alcune razze nostrane saranno destinate a sparire. In Italia c’è tutto l’interesse a svuotare le stalle perché dobbiamo comprare da paesi come l’Ungheria e la Romania. Io resisto con la mia carne di qualità, ma solo perché non ho spese, né dipendenti. Ma se arriva una banca che vuole i locali glieli vendo subito». 
Intanto si affilano le armi per la prossima battaglia. Un nuovo cartello di cartone e nastro adesivo è già pronto: "acqua gratis".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2004
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