«I due nuovi consiglieri di Forza Italia devono dimettersi»

Nuovo intervento del fondatore della lista civica Città Nuova dopo il passaggio dei due consiglieri alla maggioranza

Città Nuova non ha aderito alla maggioranza, lo hanno fatto i due consiglieri comunali che la rappresentavano, tradendo la fiducia degli elettori. Questo il commento in sintesi del fondatore della lista civica, Carlo Uslenghi, che repentino chiede le dimissioni di Giuseppe Bonasso e Gianni Zambon, due ex consilgieri di minoranza che, la settimana scorsa, hanno deciso di aderire al partito di Forza Italia e, quindi, alla maggioranza.

«“Voto civico perché l’unico compromesso è quello con i cittadini” – spiega Uslenghi -. Con questo slogan Città Nuova, e dunque anche i due ex consiglieri della lista civica Bonasso e Zambon,  ora passati a Forza Italia, si era presentata agli elettori nel 2002. Compromesso con gli elettori significa delle candidature e un programma sottoposto ad un libero e democratico voto popolare che lo approva, diventando un vincolo per gli eletti, dunque impegno morale caratterizzato da coerenza e trasparenza. Il contratto partitico sottoscritto con Forza Italia per il passaggio dei due ex consiglieri di Città Nuova, è una sorta di atto privato tra proprietari di potere, che non corrisponde al compromesso con gli elettori, legittimato dal voto per una lista, quella civica, da preferenze espresse per dei candidati eletti sotto la bandiera di Città Nuova e con un candidato sindaco espresso da Città Nuova.

 

Uslenghi non rivendica la partenità di Città Nuova, ma sottolinea che da parte dei consiglieri eletti ci doveva essere una certa «responsabilità degli impegni assunti, che sono un dovere morale nel rispetto della volontà popolare liberamente espressa. La scelta di eliminare dal consiglio comunale la presenza di Città Nuova viola il compromesso con gli elettori, apre una profonda ferita nella fiducia espressa tra elettorato ed eletti. Ne sono prova le testimonianze di elettori di Città Nuova, inviate  a mezzo e-mail o a mezzo telefono, che hanno disapprovato quanto è accaduto, e alcuni di loro lo hanno fatto con parole molto critiche nei confronti dei due ex consiglieri transfughi.

 

La decisione assolutamente incoerente e sbagliata, assunta dai due ex consiglieri di Città Nuova, ha così distrutto un rapporto di fiducia con gli elettori ma anche rapporti di amicizia: ne escono tutti sconfitti, tranne il potere e la sua ombra che ancora una volta è stato il signore assoluto dell’operazione, trasformando l’ideale politico in merce di scambio, l’impegno civico in affare privato di vertice. I due consiglieri erano liberi di dimettersi e di passare legittimamente e rispettabilmente a Forza Italia, lasciando ad altri consiglieri della lista civica il posto di rappresentanza in sede consiliare, all’interno dell’istituzione civica, così come voluto dagli elettori. Non si cancella una storia, non si tradisce una passione,  non si trasforma il servizio della politica in mercato di interesse. Il bene della città, il bene comune, è anzitutto coerenza, onestà e trasparenza. Chiedo pertanto le dimissioni dei due ex consiglieri di Città Nuova ora passati a Forza Italia: in questo modo torneranno sui banchi del consiglio comunale due nuovi consiglieri nel posto voluto dagli elettori, il posto di Città Nuova».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2004
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