I pensionati pronti alla rivolta

I sindacati dei pensionati pronti a scendere in piazza contro la finanziaria

I sindacati dei pensionati contro la nuova Finanziaria e si dicono pronti a iniziative di particolare impatto. Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil di Varese hanno presentato in una conferenza stampa nella sede di Cgil di via Nino Bixio le rivendicazioni dei sindacati e i punti salienti delle proposte che faranno a consiglieri provinciali e regionali e ai parlamentari in occasione della manifestazione che si terrà a Milano il 29 ottobre, al Teatro Nuovo: «La finanziaria votata in Parlamento è inutile e dannosa – ha detto Paolo Barboni, segretario provinciale Spi-Cgil – non produce sviluppo e peggiora le condizioni di vita dei più deboli. I pensionati vedono il potere di acquisto delle loro pensioni calare ogni anno: negli ultimi 10 anni è calato del 30 per cento. Noi chiediamo che il governo si faccia carico delle nostre istanze e che ci venga finalmente incontro».

I sindacati dei pensionati stanno elaborando varie tipologie di protesta nel caso che il governo non accolga le rivendicazioni: in provincia sono in atto volantinaggi e presidi in tutti i comuni, oltre a spot sui maggiori mezzi di informazione per sensibilizzare la popolazione all’evento del 29 ottobre. «Ci siamo stancati – aggiunge Angelo Volpi, della Uilp-Uil – sono mesi che chiediamo che ci vengano riconosciuti i nostri diritti, principalmente che il potere di acquisto delle nostre pensioni sia adeguato al correre dell’inflazione e che la regione e lo stato creino un fondo per i non autosufficienti che aiuti sia i bisognosi che le famiglie. Il 3 aprile scorso un milione e mezzo di pensionati è sceso in piazza a Roma, ma nulla è stato fatto. Adesso è arrivato il momento di dire basta e di farci sentire».

Polemico anche l’atteggiamento rispetto al protocollo d’intesa firmato dal comune di Varese proprio nella giornata di ieri: «L’iniziativa del comune sarebbe positiva – dice Florindo Riatti, di Spi-Cgil – se gli anziani pensionati avessero soldi da spendere: è infatti perfettamente inutile favorire i salti di fila e altre agevolazioni se non c’è denaro per fare la spesa. Alla quarta settimana del mese i soldi sono finiti. Anche in una provincia ricca come la nostra, dove i pensionati sono 264.000, la media delle pensioni è sotto la soglia di povertà, circa 870 euro. Così non si può andare avanti. Chiediamo che il governo rispetti le promesse fatte, prime fra le quali quella del famoso milione per tutti i pensionati: pochi hanno avuto i 516 euro promessi, troppi sono in situazioni difficili».  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2004
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