Il centrosinistra contro la Fondazione cultura

Considerata illiberale e sbagliata nel metodo di formazione

Pubblichiamo la lettera aperta realizzazta dal centrosinistra sulla questione della Fondazione cultura

Con il “passaggio” in Consiglio Comunale si conclude l’iter con cui l’Amministrazione di Gallarate realizza la Fondazione Cultura, spacciata come fiore all’occhiello della Giunta che in questo modo raggiunge l’obiettivo di predisporre il controllo della gestione del rinascente teatro Condominio. L’acquisto del teatro Condominio, concretizzato con denaro pubblico, ottenuto in conto oneri di urbanizzazione, è il forzato esito finale di un pregresso contenzioso con la vecchia proprietà e sponsorizzato da una raccolta di firme datata ad un periodo in cui a Gallarate funzionava un solo cinema. L’obbligatoria ristrutturazione del teatro comporta una notevolissima  perdita di posti e rende così antieconomica la sua gestione, ed è questo uno dei motivi per cui la vecchia proprietà ha accettato di cedere l’immobile. Perciò se la gestione del nuovo teatro non sarà integrata da ingenti contributi a fondo perso, diventerà una vera e propria macchina-mangiasoldi e finirà anche per mettere in gravissime difficoltà con la propria attività, le altre realtà teatrali cittadine che con fatica e con grande impegno realizzano stagioni teatrali di rispetto.

Di fronte a questo tipo di problema, la Giunta ha pensato di realizzare un’innovativa e tuttologa “Fondazione Cultura”; detta fondazione, per statuto, copre tutto lo scibile delle iniziative culturali, reperisce risorse dai privati per finanziare e coprire il dissesto economico della gestione del teatro e le operazioni a carattere culturale. Sarà guidata da un Consiglio di Amministrazione che agirà con la grande disinvoltura di una azienda privata e non già con le regole certe di una Pubblica Amministrazione.

Non condividiamo per una serie di motivi la scelta di costituire una fondazione con le modalità previste dallo statuto che va in votazione.

Innanzitutto per il suo carattere di illiberalità (direzione artistica unica e devoluzione di funzioni pubbliche ad una struttura privatistica)  e per le modalità con cui si arriva alla sua realizzazione. Bisogna dare atto che il tutto è coerente con i modi della politica del centrodestra cittadino che, come quello nazionale, pratica un decisionismo che ha in scarsa considerazione le regole democratiche.

 Inoltre il Consiglio di Amministrazione sarà in maggioranza nominato dal solo Sindaco senza seguire criteri o precise indicazioni del Consiglio Comunale.

Si nota poi la mancanza di un progetto culturale che metta al centro l’uomo e la sua crescita interiore e non si intravedono aperture al mondo giovanile e alla multiculturalità.

Quella di dare vita alla Fondazione è una scelta imposta agli organi istituzionali (commissioni e consiglio comunale), con una tempistica ristretta e con modalità che non hanno concesso sufficiente spazio al dibattito, forse per non far pensare alla necessità di ripianare una gestione teatrale economicamente insostenibile.

La cittadinanza è stata inoltre, come al solito, esclusa da ogni consultazione e la scelta è stata condivisa solo con un esiguo manipolo di eventuali partners.

La suddetta fondazione reperirà, infine, attraverso un ufficio sponsorizzazioni, molte delle risorse che adesso sono utili al piccolo associazionismo di tipo culturale ma anche di tempo libero e di carattere sportivo. Ancora peggiore è la proposta dell’Amministrazione che prevede che “parte dei fondi attualmente in capo al Servizio Cultura saranno ricondotti alla gestione della Fondazione”con un ulteriore impoverimento delle già scarse risorse disponibili.

Molte altre considerazioni in merito all’operazione “Fondazione Cultura” sono state avanzate e comunicate all’Amministrazione e alla stampa locale, in un documento sottoscritto da un cospicuo e qualificato gruppo di cittadini che per professione, studi, o attività nelle associazioni, sono sensibili alle vicende della cultura gallaratese. Queste persone sono giustamente preoccupate per il futuro della vita culturale cittadina, che avrà forse qualche evento importante in più, magari con una qualche benefica ricaduta economica, ma sarà sostanzialmente mortificata nella spontaneità e nella libertà delle sue più varie espressioni. Questo contributo non è stato debitamente preso in considerazione e non ha dato adito ad alcuna iniziativa di apertura al confronto.

Il centro sinistra ha e aveva un suo progetto di “Polo Culturale”: e se fosse stato chiamato ad amministrare, nella realizzazione pratica di un intervento così importante, avrebbe percorso la certo più tortuosa, ma infinitamente più virtuosa, strada della consultazione. Sarebbero stati chiamati al confronto e alla collaborazione i rappresentanti dell’utenza della politica culturale, e in primo luogo coloro che hanno preso l’iniziativa di incontrarsi per discutere delle prospettive della cultura cittadina.

 

Democratici di Sinistra                                  Bisaccia Giorgio

Democrazia è Libertà-La Margherita            Simona Silvestri

Socialisti Democratici italiani                        Calogero Casà

Partito dei Comunisti Italiani                         Osvaldo Bossi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2004
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