In calo, a Malpensa, il numero dei richiedenti asilo

Convegno organizzato dalla Caritas Decanale per fare il punto sulla rete di accoglienza in provincia. Aumenta la disponibilità di posti ma rimangono i problemi della lentezza burocratica e del lavoro

Il trend di richieste di asilo politico allo scalo di Malpensa è in calo, ma i problemi per chi provvede alla loro accoglienza restano gravi. 
A tre anni dall’avvio della rete di assistenza sul territorio varesino non sono stati fatti progressi sostanziali, eccezion fatta del crescente impegno delle associazioni che si occupano di asilanti, in primis la Caritas. 
Il punto della situazione è stato fatto nel corso di un convegno  a Villa Recalcati organizzato dalla Caritas Decanale di Varese e dalla cooperativa sociale "Le Querce di Mamre" che di fatto si occupano dell’assistenza. 
Roberto Guaglianone, responsabile delle cooperativa, ha esordito con i numeri del flusso migratorio: «Allo sportello di Malpensa, lo scorso anno sono giunti 411 richiedenti asilo. Di questi 167 sono rimasti sul nostro territorio, accolti attraverso la rete esistente dell’accoglienza. Fino al settembre scorso, invece, abbiamo raccolto 170 richieste».  I motivi di questo calo di richiedenti non sono stati spiegati per non uscire dal tema del convegno. Guaglianone ha preferito incentrare il suo intervento sulle difficoltà di gestire il servizio a causa dello stato di precarietà in cui ci si trova: «La rete delle case, per esempio, è legata a finanziamenti che vengono rinnovati di anno in anno. Occorrerebbero maggior solidità, una copertura finanziaria per l’intera durata dell’iter burocratico e un più profondo radicamento al territorio».
Attualmente la rete provinciale conta su una disponibilità di 120 posti, tra prima e seconda accoglienza, gestiti dalla cooperativa  "Le Querce di Mamre": a Varese esistono il centro di via Pola che accoglie fino a 20 uomini richiedenti asilo e che rientra nel programma nazionale di protezione, oltre al centro di via Luini e a quello di via Conciliazione che, proprio dal 4 ottobre scorso, è entrato a far parte integrante della rete. 
Nel capoluogo, ha rivelato l’assessore comunale ai servizi sociali William Malnati, ci sono anche 4 posti letto nel centro di via Maspero al costo politico di 0,80 euro al giorno: «Dato che queste persone, per legge, non possono mantenersi lavorando».

Ed  il tema del lavoro è stato riconfermato il più delicato che riguarda i richiedenti asilo in attesa di riconoscimento: «I tempi sono lunghi – ha ricordato Guaglianone – mentre il primo permesso dalla questura si riesce ad ottenere in circa 30 giorni, per il riconoscimento da Roma bisogna attendere fino a 18-24 mesi. Tempi inaccettabili se si pensa che in attesa di quello status i richiedenti non possono lavorare. Ci sono solo possibilità di formarsi e prepararsi all’ingresso nel mondo del lavoro oppure alcune occasioni di "borse lavoro" che una cooperativa di Saronno sta attuando grazie ai finanziamenti di una legge del ministero del Welfare».
I problemi, quindi, rimangono gli stessi, cresce, invece, la coscienza di solidarietà, come Anna Maria Martelossi, delegata alla presidenza del Tavolo provinciale Asilo, ha sottolineato : «Avere attenzione per la persona e per ogni aspetto della realtà umana si rivela scelta significativa, intelligente e lungimirante per una buona qualità della vita, per prevenire e gestire al meglio i conflitti che paralizzano la società».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2004
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