In calo le donazioni di organi a Varese

Un percorso formativo, destinato al personale della terapia intensiva, spiegherà le tecniche della comunicazione ai parenti in caso di prelievo d'organi

«Diffondere la cultura del trapianto. Far comprendere che opporsi a un prelievo di organi significa negare la vita a qualcuno». Questo era lo slogan dell’ultima Giornata Nazionale della Donazione e del Trapianto di organi, svoltasi nel maggio scorso.
Eppure, ottenere un assenso da parte di chi si è visto portar via una persona cara non è facile. Anzi, a volte è addirittura impossibile, quando il dolore è talmente acuto che l’egoismo del momento non permette di vedere l’importanza di quel gesto.
Questa mattina, all’ospedale di Varese, ha preso il via un corso di tre giorni destinato al personale delle terapie intensive e dei pronto soccorso sulla comunicazione ai parenti nel delicato momento della morte cerebrale.
«Da tempo la North Italian Transplant punta sulle tematiche comunicative – spiega Silvano Cominotti, coordinatore provinciale della NIT – Il momento del consenso è il più delicato e va gestito con particolare cura e attenzione. Il personale della terapia intensiva, che normalmente è chiamato a gestire situazioni drammatiche, deve anche essere pronto ad andare oltre la disperazione del momento e far capire l’alto valore di una donazione d’organi».

Negli ultimi anni, l’Italia ha fatto passi da gigante nel campo delle donazioni, ribaltando completamente la classifica che la vedeva agli ultimi posti. Complici di questo cambiamento, le campagne di sensibilizzazione a livello nazionale e le iniziative locali.
La nostra provincia, insieme a Bergamo e Milano, è tra le più altruiste, anche se quest’anno le cose non stanno andando benissimo: «Rispetto allo scorso anno – rileva il dottor Cominotti – i dati non sono molto positivi: a fronte di dodici donazioni multiorgani avvenute nel 2003, quest’anno, fino ad oggi, abbiamo avuto 5 assensi e due rifiuti. Questo calo, però, si può spiegare anche con minori opportunità oggettive di cogliere il momento della morte cerebrale».

Nella nostra provincia, inoltre, abbiamo un centro trapianti di rene molto attivo e che, proprio recentemente, ha superato brillantemente le visite del Ministero della Sanità.
L’equipe diretta dal dottor Bono, ormai in pensione, hanno totalizzato ben 300 trapianti dal ’96 ad oggi.
Oltre ai reni, sul territorio si effettuano con brillanti risultati anche trapianti di cornee.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2004
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