In piazza per una politica abitativa solidale, i sindacati raccolgono 120 firme

Al governo si chiede un sostegno economico per le fasce meno abbienti e una migliore politica degli affitti

Varese è una città che può vantare un invidiabile percentuale di proprietari di casa che raggiunge l’85%. Un dato che potrebbe significare che il problema abitativo non è una emergenza sociale.
Esistono tuttavia fasce di popolazione, anziani, giovani, stranieri per i quali il problema di reperire una abitazione in affitto è effettivamente un’urgenza. Per questi settori sopratutto Cgil Cisl e Uil, Sicet e Sunia, sono scesi in piazza per una raccolta firme a sostegno di una petizione popolare sulla politica abitativa. 
L’iniziativa, in realtà, è nata all’inizio dell’estate e tuttora prosegue in tutte le sedi sindacali e anche nei luoghi di lavoro.
La raccolta firme andrà avanti fino al 30 ottobre, ma per riattivare l’attenzione della cittadinanza ecco il passaggio in mezzo alla gente.
Le mozioni d’ordine sono note: i sindacati intendono sottoporre all’attenzione del governo la necessità di sviluppare l’edilizia sociale in affitto. La richiesta è la destinazione di un miliardo di euro annui a tal fine. Le 120 firme raccolte in mattinata a piazza Monte Grappa – un buon risultato per  ripromuovere l’iniziativa – sottoscrivono anche la richiesta di sostenere con almeno mezzo miliardo di euro annui l’accesso delle famiglie meno privilegiate all’edilizia popolare.
Fasce deboli, meno privilegiate, sostengono i sindacati, che non possono permettersi l’acquisto di un appartamento ma che hanno anche difficoltà a trovare case in affitto a prezzi contenuti. 
Per questo le richieste a governo centrale ma anche agli enti locali vanno anche nella direzione di rilanciare il mercato dell’affitto: dare maggiori aperture alla ristrutturazione e alla manutenzione degli stabili già edificati e garantire migliorie con finanziamenti pubblici alla qualità delle abitazioni. 
«Non a caso – sottolinea Gian Marco Martignoni della Cgil – l’occasione odierna è servita per raccogliere testimonianze dirette di molte persone, sopratutto stranieri che convivono con le difficoltà del trovare una casa».  
Ulteriore richiesta delle forze sindacali è, infine, quella di far sì che vengano "penalizzati" con appositi meccanismi i proprietari di case che lasciano sfitte le proprie abitazioni.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2004
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