In volo verso la libertà

Una domenica speciale per cinque rapaci liberati presso la Riserva Naturale “La Fagiana” a Pontevecchio di Magenta (Mi)

I colori d’autunno del Parco del Ticino hanno fatto da cornice al ritorno in libertà di alcuni uccelli rapaci che, dopo essere stati ritrovati in condizioni fisiche precarie e amorevolmente curati, sono tornati a librarsi in cielo.
Cinque specie di rapaci (un allocco, un barbagianni, una civetta
– nella foto sopra- , un falco di palude e una poiana
– nella foto sotto –) hanno riconquistato lo spazio infinito del cielo dopo mesi di cure e riabilitazioni presso il volario del centro LIPU, ospitato nella Riserva Naturale del Parco del Ticino “La Fagiana” a Pontevecchio di Magenta.

La “cerimonia” è stata aperta al pubblico che, come nelle passate edizioni, è giunto numeroso per assistere al momento in cui gli uccelli vengono rimessi in libertà.

“Assistere al ritorno in libertà dei rapaci suscita ogni volta grandi emozioni” commenta Milena Bertani, presidente del Parco del Ticino. “Credo sia anche un’ottima opportunità – aggiunge il presidente – per chi non conosce ancora il Parco e il suo straordinario patrimonio ambientale, eletto dall’Unesco come Riserva della Biosfera, per avvicinarsi alla natura in modo coinvolgente e divertente”.

Una manifestazione dedicata a tutte le famiglie. Un evento che crea l’unica occasione di contatto tra persone e animali selvatici, un contatto che si pone, però, l’obiettivo di sensibilizzare grandi e piccoli al rispetto e alla tutela dell’ambiente. Una giornata da vivere in allegria con il piacere di abbandonarsi alle gioie che offre la natura.

Le specie liberate oggi sono giunte al centro di recupero con varie patologie: l’allocco con delle lesioni auricolari e la poiana una frattura all’ala sinistra per delle ferite da arma da fuoco. Il barbaggianni aveva riportato un trauma cranico, mentre il falco di palude era stato investito da un’auto. La civetta, infine, è stata cresciuta all’interno del centro in seguito a una caduta dal nido. Dopo un primo periodo di cure specifiche per ogni esemplare, inizia la riabilitazione, che può variare da poche settimane ad anche un anno. Da una prima fase in ambulatorio si passa alle voliere, lunghe circa trenta metri, dove, gradualmente, gli esemplari riprendono a volare fino alla liberazione in natura.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2004
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