Influenza, la battaglia è cominciata

Vaccino disponibile dall'8 di novembre. L'Asl acquisterà 130 mila dosi che provvederà a distribuire ai medici di base e ai pediatri

Contro i mali dell’inverno meglio lasciare cure “fai da te” e rimedi empirici a chi in genere ha una salute di ferro. Per tutti gli altri c‘è il vaccino. O meglio, è in viaggio.
L’influenza arriverà tra Natale e i primi mesi del 2005 e, dicono gli esperti, i virus saranno più clementi di quelli degli anni passati. Ma le categorie a rischio, anziani, bambini e adulti affetti da alcune malattie croniche, personale sanitario e persone a contatto con soggetti a rischio, è bene che si procurino il vaccino che sarà a disposizione dall’ 8 di novembre.

«Saranno 130 mila le dosi che l’Asl metterà a disposizione – ha spiegato il direttore sanitario Fabio Banfi  – Saranno poi distribuite ai medici di medicina generale, ai pediatri, ai distretti e alle strutture sanitarie e sociali di ricovero e residenziali della provincia di Varese».
Quella che l’Azienda Sanitaria locale ha deciso di lanciare è una campagna vaccinale in “grande stile” con lo scopo di raggiungere almeno i due terzi della popolazione varesina a rischio. La vaccinazione è offerta gratuitamente a tutte le persone ad alto rischio di complicanze, tutte le altre dovranno pagarla di tasca propria. A quale prezzo ancora non si sa, visto che è proprio di ieri la notizia che il ministro Sirchia ha promesso una riduzione del costo del vaccino, dopo le polemiche delle scorse settimane.

«Abbiamo intenzione di coprire il 65 per cento della popolazione – ha detto il direttore generale Pierluigi Zeli –lo scorso anno siamo arrivati al 59 per cento. Per quanto riguarda gli anziani noi consigliamo vivamente la vaccinazione visto che rischiano maggiormente complicazioni e il ricovero in ospedale».
Diverso il discorso per i bambini: è bene che ricorrano al vaccino quelli affetti da malattie croniche dell’apparato respiratorio, diabetici, con malattie congenite o acquisite, i bambini reumatici o con malattie metaboliche, ma è sconsigliata la vaccinazione di massa. «E’ controproducente incentivare una indiscriminata vaccinazione in bambini non a rischio – ha detto il dottor Patrizio Frattini, responsabile del dipartimento cure primarie ed attività assistenziale – Questo sia perché dei vaccini potrebbero usufruire un numero assai modesto di bambini, sia perché si rischierebbe di privare di vaccino le categorie davvero a rischio». 

Altro aspetto interessante: i vaccini destinati ai bambini non conterranno mercurio.
Importante non cominciare le somministrazioni troppo precocemente perché al momento del massimo picco epidemico (prevedibile per il mese di febbraio 2005) occorre che lo stato immunitario di chi è stato vaccinato non sia troppo basso visto che l’efficacia è di soli 5-6 mesi.

«Il vaccino ha anche un’importanza ulteriore – ha detto ancora la dottoressa Rosalia Cattel, del dipartimento prevenzione dell’Asl – dopo l’emergenza della Sars e nel timore di una recrudescenza, una vaccinazione in larga scala dei soggetti a rischio permette di ridurre le possibilità di errore. In fatti i sintomi della Sars, almeno all’inizio, sono simili a quelli dell’influenza». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2004
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