Kenzaburo Oe e “il ciclo del figlio idiota”

L'autore giapponese è stato insignito del Nobel per la letteratura nel 1994

Chi non ha letto "Nati due volte" di Giuseppe Pontiggia o non ha visto "Le chiavi di casa" di Gianni Amelio, che da quel libro è stato ispirato, avrà certo sentito parlare dell’uno o dell’altro. Ma c’è un altro autore che , in altri luoghi, ha messo al centro della sua opera di scrittore la sua esperienza con un figlio che definire disabile sarebbe del tutto fuori luogo, visto che è diventato, nonostante l’autismo e le gravi crisi epilettiche, un affermato compositore di musica classica.

Questo scrittore si chiama Kenzaburo Oe, è giapponese e ha vinto il premio Nobel per la letteratura nel 1994. Alcune delle sue opere più famose fanno parte di quello che lui stesso chiama, poco eufemisticamente, "il ciclo del figlio idiota" e costituiscono, tutte insieme, una specie di romanzo di formazione di un adulto che deve rinascere e reinventarsi una vita dopo la nascita di un figlio con una grave malformazione cerebrale. Anche lo stile segue il percorso di maturazione: aspro e violento in Un’esperienza personale, quando il giovane padre immaturo fa fatica ad accettare la nuova realtà, disteso, quasi leggero nell’ultimo La famiglia, ormai apertamente autobiografico.

Che Oe sia giapponese non è ininfluente: come altri grandi contemporanei, come Mishima o Kawabata, possiede quella sensibilità e quella capacità di percepire e di esprimere le sfumature dei sentimenti che è sconosciuta anche ai più grandi autori dell’Occidente, persino a un Tolstoj o a un Proust; è la stessa sensibilità che si evidenzia nell’arte della calligrafia, nei suoi pieni e nei suoi vuoti, nei tratti leggeri o pesanti del pennello.

Come tutti i più grandi artisti giapponesi della modernità, Oe è perfettamente padrone sia della tradizione orientale che di quella occidentale ( ne Gli anni della nostalgia esalta apertamente lo spiritualismo e il realismo di Dante contro lo sterile vitalismo di Mishima) e questo gli consente, come in un suo famoso scritto sugli effetti e sulle implicazioni etiche della bomba di Hiroshima, di assumere una posizione super partes, con quel distacco critico che non esclude, anzi è necessario per una maggiore partecipazione emotiva e che può comprendere anche un ritorno alle radici, come ne Il grido silenzioso, il romanzo che lo ha fatto conoscere in tutto il mondo, ancora una vicenda famigliare, ancora uno scontro tra caratteri e visioni di vita.

Quello che Oe ci racconta si imprime nella nostra coscienza come un’esperienza di autoformazione per interposta persona, con l’evidenza di una filosofia della vita che nasce da gesti concreti e da limpidi e inesorabili pensieri e che va a scalzare dalle pieghe della nostra mente la banalità e la pazzia di esistenze globalmente omogeneizzate.

Kenzaburo Oe, Il grido silenzioso, Garzanti Libri,1996 ,€ 9,81

K.O., Un’esperienza personale, Garzanti Libri,1996, €14,46

K.O.,Una famiglia,Oscar Mondadori Original,1997, € 6,20

K.O., Insegnaci a superare la nostra pazzia, Garzanti Libri,2000, € 9,81

K.O., Gli anni della nostalgia, Garzanti Libri,2001, € 11,62

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2004
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