La conciliazione e gli ordini: giudizio positivo

L'analisi dei presidenti provinciali delle categorie professionali sul servizio offerto dalla Camera di Commercio a imprese e consumatori

S’avvia alla conclusione la “Settimana della conciliazione” promossa a livello nazionale da lunedì 18 a sabato 23 ottobre per rendere noto un prezioso servizio che le Camere di Commercio mettono a disposizione delle imprese e dei consumatori.

Anche in provincia di Varese in questi giorni si sono susseguiti incontri e iniziative per divulgare una forma di risoluzione delle controversie – alternativa a quella della giustizia ordinaria e introdotta nel nostro ordinamento dalla riforma del Codice di Procedura civile datata 1995 – che sta riscontrando sempre maggior attenzione per le sue caratteristiche di velocità e convenienza.

«Bastano pochi dati per evidenziare i termini di questo successo – dice Angelo Belloli, presidente della Camera di Commercio –. Nel primo semestre 2004 in Italia sono state attivate, negli organismi di conciliazione camerali, 2.037 procedure. In tutto il 2003 erano state 2.128. Alla fine di quest’anno, dunque, il record degli scorsi dodici mesi, che raddoppiava il totale del 2002 (1.138), potrebbe essere a sua volta doppiato e si potrebbe superare quota quattromila. E a Varese, già ora, siamo terzi in Lombardia per procedure avviate». 


A supportare queste cifre, estremamente significative, c’è anche il giudizio positivo che sulla conciliazione esprimono i rappresentanti al vertice degli Ordini professionali.

Così, il presidente degli avvocati varesini Sergio Martelli sottolinea come «…i tempi rapidi e i costi ridotti fanno di questo strumento un’utile alternativa alla giustizia ordinaria. Certo, occorre che nelle imprese e nei consumatori cresca la sensibilità verso la conciliazione, uno strumento che va sviluppato maggiormente».

Concetti ripresi anche da Vittorio Celiento, presidente dell’Ordine degli avvocati di Busto Arsizio: «Non posso che plaudere all’iniziativa della Camera di Commercio. Tuttavia, l’esperienza professionale e umana  mi induce a qualche pessimismo. Mi spiego: non vedo come ostacolo una supposta “diffidenza” degli avvocati quanto piuttosto la diffusione nella “nostra” società di una sorta di resistenza emotiva verso la conciliazione. Siamo – forse per natura, certo per cultura – un popolo di puntigliosi causidici. Se le resistenze sono di tipo “culturale”, allora la risposta non può che essere del medesimo tipo con una o tante settimane della conciliazione per promuovere quest’istituto».

La conciliazione è uno strumento che coinvolge diverse categorie professionali, non solo gli avvocati. Ecco allora che il presidente degli ingegneri Alberto Speroni, già attivo nella commissione che nella seconda metà degli anni Novanta ha portato alla nascita delle procedure conciliative in provincia di Varese, evidenzia come, tra i benefici per i soggetti coinvolti, ci sia anche il fatto che «…la conciliazione permette di entrare subito nel merito della questione, senza perdita di tempo. La soluzione è rapida e ciò garantisce un plus di non poco valore a consumatori e imprese…».

Ermanno Werthammer, presidente dell’Ordine di Busto Arsizio, sottolinea infine il rilievo dell’istituto conciliativo «…soprattutto in relazione alla recente riforma del diritto societario, che ne ha disciplinato il ricorso per l’impresa. E’ un’opportunità che deve essere colta dal sistema imprenditoriale varesino. Non vorrei, però, dimenticare l’importanza della formazione dei conciliatori: oltre alle competenze tecniche devono avere doti di serietà, efficienza, equilibrio. Capacità umane, insomma, da abbinare a una forte competenza sul versante dell’introspezione psicologica». 

 


Passiamo sul versante dei dottori commercialisti, dove Sergio Caramella, presidente dell’Ordine di Varese, parla della conciliazione come «… di un segno di una migliore convivenza civile essendo, come del resto l’arbitrato, uno strumento a disposizione dei cittadini per risolvere eventuali controversie. La Camera di Commercio offrendo questo servizio permette agli imprenditori d’ottenere giustizia in tempi brevi e a costi sopportabili».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2004
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