La vedova Cazacu scrive a Ciampi: «Sentenza vergognosa»

Accorata lettera dopo il parere della Cassazione: «Così si autorizzano i datori ad uccidere i lavoratori che si lamentano»

«Una vergogna per la giustizia italiana  e una profonda coltellata che riapre una ferita non ancora rimarginata». È durissima la reazione di Nicoleta Cazacu, la moglie di Ion Cazacu, alla decisione della Corte di Cassazione di confermare la riduzione della pena all’assassino di suo marito. 
Una reazione che è condensata in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Ciampi, di cui il Quotidiano Le Repubblica riporta alcuni stralci. 
«La decisione della Corte di Cassazione che ha reso definitiva la condanna a 16 anni di reclusione non riconoscendo i motivi abbietti – scrive la Cazacu – non solo e’ una vergogna per la vera giustizia italiana, e’ come anche una profonda coltellata che riapre una ferita non ancora rimarginata". 
Una sentenza, quella che ha ridotto la pena per l’omicida Cosimo Iannece da trent’anni a 16, considerata troppo mite.  Iannece, un piccolo imprenditore di Oggiona Santo Stefano il 14 marzo del 2000 cosparse di benzina e diede fuoco al suo dipendente romeno Ion Cazacu. La colpa di Cazacu fu quella di chiedere di essere assunto in regola e di fruire di un miglior trattamento economico. 
La lettera indirizzata al capo dello stato anche a nome delle due figlie, Stefania e Florina, sottolinea che "non riconoscere gli abbietti motivi che spinsero quell’uomo ad uccidere mio marito e’ una offesa nei confronti di tutti i lavoratori che, a fronte di simili decisioni di certi giudici, non si sentono più tutelati». 
E’ una sentenza – scrive ancora Nicoleta – che sembra quasi autorizzare i datori di lavoro ad uccidere i propri dipendenti che si lamentano". 
Ancora più esplicita la conclusione della lettere: «Sono indignata, sconcertata, schifata"; da qui la richiesta al presidente della Repubblica di un suo intervento affinché «la vera giustizia, e solo quella, trovi spazio nelle aule dei tribunali».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2004
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