Lavoriamo per la ferrovia Lugano – Mendrisio – Varese – Malpensa

L'intervento di Marco Borradori, consigliere di stato in Canton Ticino al convegno di Assolombarda "La politica dei trasporti transalpina"

Il Cantone Ticino saluta con interesse e partecipazione evidenti l’organizzazione dell’odierno Convegno e ringrazia gli organizzatori e gli illustri partecipanti.

Come noto, per la Svizzera e per il Canton Ticino in particolare, il traffico attraverso il valico del S. Gottardo resta un tema centrale, destinato come è a segnare la strada dello sviluppo sostenibile in materia di mobilità. Tra i Cantoni svizzeri, il Ticino è fra quelli più interessati alla politica dei trasporti nazionale e internazionale (su gomma, su ferro, aerea e pure lacustre), anche perché le opere

in corso di realizzazione per l’alta velocità ferroviaria, e in particolare la tratta del San Gottardo, attraversano buona parte del nostro territorio.

Il nostro Cantone viene materialmente segnato in modo importante – metà circa della galleria di base del San Gottardo, che con i suoi 57 km sarà la più lunga al mondo, e il tunnel del Monte Ceneri, di ben 17 km, si trovano su territorio ticinese –, ma viene toccato anche nei suoi interessi primari: socioeconomici, ambientali e culturali.

La politica dei trasporti nazionale e internazionale sta impegnandosi a fondo per arginare il notevole aumento del traffico stradale sull’arco alpino. Sappiamo che anche il trasporto ferroviario, sebbene in misura ridotta, è cresciuto. Oggi, i due

terzi del traffico merci complessivo che attraversa la Svizzera vengono ancora gestiti dalla ferrovia, ma si tratta di una quota che tende a ridursi: l’infrastruttura ha ormai ampiamente raggiunto i suoi limiti di capacità. AlpTransit significa per noi la possibilità concreta di riequilibrare il flusso del traffico pesante, la strada e

la ferrovia, il trasporto pubblico e il trasporto privato. Per la nostra regione, che auspica e persegue la maggior apertura possibile verso le regioni confinanti a nord e a sud, ma vuole nel contempo fermamente salvaguardare l’ambiente e la qualità di vita della propria popolazione, Alptransit:

– consente di inserirsi nella moderna rete ferroviaria nazionale e nella rete dei centri urbani elvetici

– crea le premesse concrete per il trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia

– permette di realizzare il nuovo sistema ferroviario regionale Ticino- Lombardia

Il titolo del Convegno parla di collegamento tra Mediterraneo e area mitteleuropea. Un segnale pertinente per un tema di ampio respiro: l’ottica in cui guardare la politica dei trasporti, infatti, è internazionale e continentale. Il Ticino, che geograficamente si trova a metà strada – per quanto riguarda i principali flussi terrestri di persone e di merci – tra il nord e il sud dell’Europa, ritiene che la scelta del vettore ferroviario sia quella giusta e meriti di essere

perseguita e sostenuta con forza, nonostante i sacrifici – soprattutto finanziari – che richiede.

L’opera di collegamento più innovativa, la nuova ferrovia di pianura attraverso le Alpi, deve però essere realizzata tempestivamente e in modo completo.

Per essere più espliciti – e lo ribadiamo in ogni circostanza – il Ticino ritiene che la linea del San Gottardo non possa prescindere dalla realizzazione più celere possibile della tratta tra Lugano e Chiasso, per garantire poi il collegamento diretto con il polo di Milano.

Il Ticino ritiene inoltre che la politica dei trasporti necessiti non solo della promozione delle sinergie tra trasporto su gomma e trasporto su ferro, ma anche della realizzazione di reti integrate, in modo che le tratte principali, tra cui AlpTransit, siano alimentate da linee regionali.

Per questo il nostro Cantone si è fatto promotore – in accordo con le FFS – del progetto di rete ferroviaria regionale lombardo-ticinese che porta il nome di TILO. Il nuovo collegamento Lugano-Mendrisio-Varese-Malpensa ne è una componente molto importante.

L’attuazione di tale collegamento, dai costi relativamente contenuti per rapporto agli effetti positivi in materia di trasporto delle persone, non può e non deve essere vittima della politica dei tagli di bilancio. Il Cantone Ticino si sta adoperando in tutti i modi affinché il progetto venga contemplato nel prossimo

Mandato di prestazioni 2007-2010 che la Confederazione concorderà con le FFS.

Solo così si potranno mantenere gli impegni che la Svizzera ha firmato con l’Italia. Il Ticino è soddisfatto che il progetto sul lato italiano stia avanzando secondo la tempistica concordata: prossimamente – ci è stato comunicato – sarà oggetto dell’indispensabile delibera del CIPE.

Di certo, manifestazioni come quella odierna hanno una funzione peculiare: quella di approfondire dei principi unanimemente riconosciuti, per ricordare che la società civile si aspetta dai politici visioni coraggiose e decisioni di ampio respiro. Le difficoltà finanziarie di oggi sono certo da considerare, ma non

possono essere determinanti per la realizzazione di infrastrutture decisive per il nostro futuro quali sono quelle trasportistiche. Occorre saper osare, avere il coraggio di investire in opere di valenza strategica per l’economia, il territorio e l’ambiente.

Solo partendo da queste basi, la politica dei trasporti permetterà a noi – regioni moderne, dinamiche e propositive – di essere puntuali all’appuntamento con la storia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2004
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