Lo sviluppo turistico di Varese passa anche dalla cucina

Varese – Due giorni di incontri tra i maestri dell’arte culinaria hanno visto anche un confronto con gli studenti. Un incontro voluto per presentare i tanti dettagli della ristorazione

Varese vuole diventare "Land of turism"? Allora si cominci dalla scuola per creare una classe di primo livello di professionisti dell’accoglienza. Con questo spirito si è svolto l’incontro tra gli studenti degli istituti alberghieri e i maestri di cucina riuniti al centro congressi delle Ville Ponti per il quarto convegno nazionale dei Maestri di Cucina. (nella foto gli studenti)
" Abbiamo bisogno di motivare i giovani che si avvicinano a quest’attività – spiega Giordano Ferrarese, titolare e chef del ristorante "La Meridiana" di Arsago nonché presidente provinciale dei Ristoratori di Uniascom – Con quest’obiettivo abbiamo voluto creare un momento di confronto con gli studenti, per passar loro la nostra passione e per far toccare con mano i progressi continui che si fanno in questo campo".
Attualmente, nel nostro territorio esistono corsi professionali che creano operatori di sala o di cucina: "Gli aspirati chef sono tanti – prosegue Ferrarese – anche perché le possibilità di fare carriera sono maggiori. Meno ambiti dai giovani sono i ruoli di sala: il nostro settore sta vivendo una crisi soprattutto legata alla mancanza di ragazzi preparati e qualificati ad avere rapporti con i clienti. Sarà forse perché il contatto con il clinte richiede una preparazione e una motivazione molto forti. Stare in sala significa essere esposti agli umori dei clienti, mentre in cucina non si hanno di questi problemi".
Visibilmente soddisfatti gli studenti dei CFP di Varese e di Luino che hanno toccato con mano le tante facce della professione, potendo confrontarsi con professionisti che, oramai, si sono conquistati il favore del pubblico.
"Il nostro prossimo obiettivo è quello di creare una scuola di alto livello, dove si possa costantemente rimanere aggiornati sulle tecniche e sui progressi della culinaria. Per crescere dobbiamo partire dal basso, costruire una base solida che possa sostenere lo sviluppo potenziale che la terra di Varese merita. Per questo, come associazione, ci stiamo già muovendo attivamente nel campo dell’aggiornamento in materia informatica ma anche delle lingue: l’inglese è ormai diventato obbligatorio".
La strada è segnata, questa due giorni varesina è servita a gettare le basi per un futuro d’eccellenza nel campo della ristorazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2004
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