Lombardia: la ripresa c’è, almeno sulla carta

Lo dicono i dati della trimestrale di Unioncamere Lombardia, presentata oggi

Trainata dall’export e dalle imprese di maggior dimensione, sembra confermata la ripresa dell’industria Lombarda segnalata nei triestri precedenti : lo affermano i risultati dell’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia e con la collaborazione della Associazioni dell’Artigianato (Confartigianato Lombardia, CNA Lombardia, Casartigiani Lombardia, CLAAI Lombardia) effettuata attraverso 1.893 interviste ad aziende industriali e 1.541 ad aziende artigiane.
«I risultati del 3° trimestre 2004 confermano le luci e le ombre di una situazione congiunturale fortemente condizionata dalla scarsa domanda dei principali Paesi europei, Italia compresa – ha commentato Francesco Bettoni, Presidente di Unioncamere Lombardia – L’evoluzione resta positiva rispetto allo scorso anno, ma i buoni spunti della scorsa primavera invece che rafforzarsi sembrano essersi stemperati. L’intera Europa, non solo la Lombardia e l’Italia, hanno bisogno di politiche che favoriscano la domanda interna e positive aspettative delle imprese e dei consumatori».

I risultati evidenzioano in particolare, che la produzione industriale del 3° trimestre 2004 si chiude con un buon risultato tendenziale (+0,9%) e una variazione congiunturale in flessione dello 0,6%.
I settori dell’industria segnalano però andamenti differenziati: risultati positivi sul trimestre precedente per alimentare, chimica, meccanica e legno-mobilio, mentre invece mantiene dati sensibilmente negativi parte della “filiera della moda”: tessile (-1,5%) e abbigliamento (-0,7%). Pelli e calzature risultano stazionarie. Tra i negativi, oltre alla “filiera moda”, c’è anche il settore dei minerali non metalliferi (-0,9%), mentre gli altri settori registrano valori positivi. Il risultato tendenziale migliore arriva dalla siderurgia, sia per le aziende industriali che per le aziende artigiane.
I restanti settori artigiani registrano valori tendenziali negativi, con una classifica simile alle aziende industriali che vede agli ultimi posti l’abbigliamento (-6,4%) e il tessile (-5,6%).

Il fatturato dell’industria va meglio nella domanda estera: rispetto al 3° trimestre 2003 cresce infatti del 3,1% in tale componente, contro l’1,7% della domanda interna.
Il tasso d’utilizzo degli impianti scende a 73,4% per l’industria e 68% per l’artigianato, dopo il recupero del trimestre scorso. Fra i settori si distinguono per i più elevati utilizzi nell’industria i minerali non metalliferi (78,8%) e nell’artigianato la siderurgia (+74,4%): entrambi in recupero rispetto al trimestre precedente. Secondo la destinazione economica dei beni le aziende industriali che producono beni d’investimento raggiungono quota 73,5%, mentre per l’artigianato sono le aziende che producono beni intermedi a registrare i migliori risultati (69,9%).

L’occupazione nell’industria registra nel trimestre un andamento negativo dell’1,7%, determinato però in gran parte da un scorporo aziendale (con passaggio di occupati al settore dei servizi); al netto di questo caso la variazione negativa si ferma al -0,6%. Anche per gli artigiani si registra una flessione (-0,9%).

I prezzi medi delle materie prime riprendono i ritmi di crescita di inizio anno (+3,4%) per le aziende industriali, mentre le aziende artigiane riducono leggermente l’incremento registrato a inizio anno fermandosi comunque ad un elevato +4,7%. Per l’industria è ancora il settore della siderurgia a trainare con un +6,7% seguito dalla gomma (+5,3%); nell’artigianato è il settore della meccanica a registrare il maggior incremento (+7,4%) seguito dalla gomma (+7,3%). La tensione inflazionistica delle materie prime si traduce solo parzialmente sui prezzi dei prodotti finiti, in crescita di poco meno dell’1%.

Le aspettative degli imprenditori industriali per il 4° trimestre dell’anno confermano un diffuso ottimismo sostenuto anche dagli ordini in portafoglio. Rimane pessimista solo il settore delle calzature che prevede qualche segnale di miglioramento solo dal mercato estero. Le aspettative circa l’occupazione rimangono ferme alla stazionarietà, con il 77% delle aziende che non prevede variazioni di rilievo. Anche le aziende artigiane sono ottimiste, con saldi positivi per tutte le variabili. Anche in questo caso sono le aziende dei settori tessile e calzature a concordare su previsioni pessimistiche per il prossimo trimestre. L’occupazione è prevista stabile anche dagli artigiani nell’89% dei casi.

«L’andamento della produzione, le aspettative degli imprenditori e gli ordini in portafoglio confermano per l’industria manifatturiera lombarda il consolidarsi della positiva svolta avvenuta nel 4° trimestre 2003 e proseguita nel 1° e 2° trimestre 2004 – è il commento di Unioncamere Lombardia all’analisi – Il modello di previsione applicato ai risultati degli scorsi trimestri porta a indicazioni positive per il 4° trimestre 2004, concordemente alle aspettative degli imprenditori, in particolare per le imprese industriali. Restano maggiori incertezze per gli artigiani, che si muovono ancora su valori negativi e non vedono nel breve periodo un incremento dei livelli produttivi e del fatturato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2004
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