Maigret, Kojak, Colombo insegnano alla Liuc

Due serate aperte a tutti all’interno del corso di Criminologia Forense per capire come negli anni si sono evoluti i metodi investigativi

La storia dei metodi investigativi attraverso film e telefilm. È quello l’università Cattaneo di Castellana propone all’interno del master di Criminologia Forense iniziato lo scorso mese di settembre. Dal metodo solitario e basato sull’intuito personale del sempre affascinante Commissario Maigret fino ad arrivare ai sofisticati sistemi di investigazione di CSI-Crime Scene Investigation, naturalmente senza dimenticare gli storici e indimenticabili Tenente Colombo, Miami Vice, Starsky and Hutch e il più recente Commissario Rex.

L’iniziativa, libera e aperta a tutti, si svolgerà in due serate nell’Aula Magna della Liuc, giovedì 28 e venerdì 29 ottobre, alle ore 20.30. Gli spezzoni di film, che saranno commentati da Leo Damerini e Fabrizio Margaria, autori del Dizionario dei telefilm edito da Garzanti, avranno il compito di far capire come negli anni siano cambiati i metodi di investigazione. Molto spazio al noto Csi che ha conquistato negli ultimi anni un largo pubblico anche in Italia: si tratta del telefilm poliziesco più innovativo degli ultimi anni di cui è protagonista la polizia scientifica  statunitense, l’equivalente del RIS di Parma, il Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dell’Arma dei Carabinieri.

Le due serate, che seguono quella dello scorso primo ottobre sul tema “I grandi processi del ‘900”, costituiscono momenti di didattica complementare nei quali si articola il programma del Master Universitario in Criminologia Forense organizzato  congiuntamente dalle due Università presenti in provincia di Varese, l’Università Carlo Cattaneo – LIUC (Facoltà di Giurisprudenza) e l’Università degli Studi dell’Insubria (Facoltà di Medicina), con la collaborazione della Polizia di Stato e il contributo della Polizia Cantonale della Svizzera Italiana.

«Le relazioni tra letteratura e fiction, investigazione e processo, infatti, non sono mai state occasionali, ma strutturali, nel senso che ogni volta che si inizia un’investigazione o si celebra un processo può svilupparsi un’esperienza letteraria, una fiction piena di personaggi, atmosfere, tempi, spazi, linguaggi, rappresentazioni e gestualità particolari – spiegano dall’università -.  Attraverso la forza evocativa e articolata offerta dalla letteratura e dalla filmografia, il criminologo può approfondire diversi aspetti personali e professionali, in merito alle sue risorse e ai suoi limiti, ai suoi sentimenti, alla sua relazione di fronte al crimine, al degrado da esso prodotto, nonché alla sofferenza e alla morte».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2004
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