Manfredi e Ligabue mattatori del Città film festival

Dall'11 al 17 al Teatro alle Vigne la sesta edizione dell'iniziativa

Si consolida l’impianto progettuale sperimentato l’anno scorso con la sezione “Contemporanea – Il cinema italiano del presente” , ideale giustapposizione tra film usciti e vezzeggiati da critica e pubblico e film ancora e parzialmente inediti e cosiddetti “congelati” e “invisibili” nei quali le prerogative più innovative sono più presenti: digitale, opera prima , esplorazioni di genere, fiction e no-fiction.
La selezione ha
prodotto il seguente risultato: Frammenti di ‘900 (2004) regia Francesco Maselli, Pontormo – un amore eretico (2004) regia Giovanni Fago, Il vestito da sposa (2003) regia Fiorella Infascelli, Fame Chimica (2003) regia Antonio Bocola e Paolo Vari, Schegge di Utopia: il cinema underground italiano (2004) di Paolo Brunatto.

Per restare nella contemporaneità: “Il cinema di Ligabue” e il relativo ritratto cinematografico del celebre cantante e scrittore, figura assolutamente unica nel variegato e spesso omologato panorama dell’industria artistico-culturale italiana, rappresenta un notevole sforzo d’indagine per il festival. Si vedranno, oltre ai due film del registacantante, Radio Freccia (1998) e Dazeroadieci (2001), tutti i videoclip (ben 29) fino ad oggi realizzati. Il ritratto sarà accompagnato da un volume monografico dal titolo Luciano Ligabue. Il mio cinema. (Edizioni Falsopiano, Alessandria 2004).

Considerando Luciano Ligabue autore di un cinema attento ai tic della “Pianura Padana” (personaggi e luoghi di una passione estrema), si è allestito quasi fosse un contraltare documentaristico alla produzione del cantante-regista un “omaggio” al cinema dello scrittore (ed in questo caso regista) Gianni Celati. Di Celati si vedranno: Strada provinciale delle anime (1991), Il mondo di Luigi Ghirri (1998) e Visioni di case che crollano (2003).

Nell’ambito di una riscoperta di quella zona ancora in ombra del cinema italiano, che è sospesa tra forme popolari e poetiche d’autore si collocano un primo congruo numero di pellicole nella sezione “Dopo mezzanotte – rari, scomparsi, invisibili del cinema italiano” e sono: Il bivio (1951) regia Fernando Cerchio, La notte pazza del conigliaccio (1967) regia Alfredo Angeli, Io e lui (1973) regia Luciano Salce. In parte, e tenendo conto delle prerogative di questa sezione si è affrontato un aspetto della filmografia di Mauro Bolognini, isolando il rapporto intrattenuto dal regista con lo scrittore veneto Goffredo Parise. Così è stato allestito il “Doppio Ritratto: Parise/Bolognini” che presenta alcuni film, ritenuti per molto tempo scomparsi dalla circolazione come Senilità e L’assoluto naturale. Ecco il dettaglio delle regie di Bolognini tratte da opere e sceneggiature di Parise: Agostino (1962), Senilità (1962), I miei cari (episodio de La mia signora, 1964), L’assoluto naturale (1969).

La retrospettiva va a cogliere un aspetto poco conosciuto di grandi attori del cinema italiano che hanno avuto importanti frequentazioni registiche.

Percorso iniziato con Enrico Maria Salerno, Ugo Tognazzi, Vittorio Caprioli ed oggi con Nino Manfredi. Quest’ultimo poi risolto anche nel primo compiuto omaggio postumo alla categoria del regista e sceneggiatore. I film proposti sono: L’avventura di un soldato (episodio de L’amore difficile, 1962) regia Nino Manfredi, E vissero felici e contenti (episodio de I cuori infranti, 1962) regia Gianni Puccini, Operazione San Gennaro (1967) regia Dino Risi, Per grazia ricevuta (1971) regia Nino Manfredi, Pane e cioccolata (1973) regia Franco Brusati, Nudo di donna (1981) regia Nino Manfredi. Inoltre la retrospettiva sarà accompagnata dalla monografia Nino Manfredi regista (Edizioni Falsopiano, Alessandria 2004).

Molto nutrita è la serie di omaggi. Si inizia con quello dedicato ad Elio Petri e Giuseppe De Santis con la proiezione di Roma ore 11 (1952) per regia di quest’ultimo e la presentazione dell’inchiesta redatta da Petri, di recente ristampata dalla casa editrice Sellerio. Si continua con l’"Omaggio a Lino Del Fra e Lino Miccichè" e la proiezione di All’armi siam fascisti! (1962) regia Lino Del Fra, Lino Miccichè e Cecilia Mangini, la cui presenza offrirà l’occasione di riflettere sull’uso cinematografico della storia. Infine, l’ultimo “omaggio” è rivolto al compositore Piero Piccioni, di cui si potrà ascoltare durante i giorni del festival una cospicua selezione di colonne sonore.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2004
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