Mediazione famigliare: Varese in prima linea grazie al Centro Donna

Dall’estate scorsa, la mediazione famigliare è diventata obbligatoria quando la coppia si spacca. Un anno fa, l’associazione onlus capì l’importanza della consulenza. La presidente Paragone: “Il nostro obiettivo è il bene dei bambini”

Il fallimento di un matrimonio può avere conseguenze drammatiche. Non solo per i coniugi, ma soprattutto per i figli che subiscono impotenti. Evitare che la rottura del matrimonio segni indelebilmente i piccoli protagonisti è il compito del “Mediatore famigliare”, una figura che ha cominciato a farsi largo in modo timido qualche anno fa ma che, nell’estate scorsa, la Commissione Giustizia della Camera ha riconosciuto ufficialmente.
Il lavoro del mediatore esula dall’impostazione legale o economica, ma si concentra sul lato psicologico dei contendenti, individuando un percorso di crescita e consapevolezza per evitare ripicche e dispetti dagli effetti a volte devastanti.
Ecco perchè il mediatore non è un dottore in legge ma ha competenze in campo psicologico e psicopedagogico. Ecco perché, davanti a lui, non si deve parlare di soldi e di alimenti ma si ripercorrono le fasi della propria vita per sciogliere i nodi che hanno condotto all’incomunicabilità di coppia.
Nonostante la novità di legge sia recente, a Varese già da un anno c’è chi si occupa con competenza e professionalità di “mediazione famigliare”: è il Centro Donna, associazione di volontariato che si occupa di tutte le tematiche legale all’universo femminile: «Frequentando e ascoltando le nostre “pazienti” – ricorda Liliana Paragone, presidente del Centro Donna – abbiamo capito che potevamo offrire un servizio in più, in nome e per conto dei loro figli. Tra i nostri collaboratori avevamo dei professionisti già capaci di farsi carico di questa parte del progetto. Con loro ci siamo lanciati in quest’avventura e oggi siamo particolarmente soddisfatte non solo di averci visto giusto, ma soprattutto, di esserci conquistate una certa fama sul campo, cominciando a scalfire quell’enorme diffidenza che le persone hanno in genere verso questo tipo di iniziative”.
Il Centro Donna collabora soprattutto con i Servizi Sociali del Comune, ma alla propria sede cominciano ad arrivare spontaneamente anche coppie che hanno saputo da altre coppie i benefici di questo consulto: “Il carico di lavoro è in costante aumento e prevediamo che nei prossimi mesi ci sarà un’escalation verticale – prosegue Liliana Paragone – Noi ci stiamo preparando a far fronte a quest’emergenza, visto che sul territorio siamo l’unico centro che vanta un’esperienza di rilievo. Attualmente la consulenza è gratuita ma per il futuro dovremo vedere. Posso, però, assicurare che il primo incontro di orientamento rimarrà assolutamente gratis: far capire alla coppia quale aiuto potremmo dare e, soprattutto, quale volontà hanno loro di aiutarsi è un primo approccio che deve rimanere accessibile a tutti”.
Il Centro Donna – La Vita E’ Donna Via dei Bersaglieri, 21 a Varese, telefono 0332 232453

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 01 ottobre 2004
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