Mille trecento firme contro il carcere

Nuove iniziative a favore della creazione di un parco sovracomunale tra Varese e Gazzada

Sono 1300 le firme raccolte tra i cittadini di Bizzozero contro il nuovo carcere e a favore di un parco sovracomunale nell’area dei Duni. Questo il più immediato risultato di un’opera di sollecitazione promossa negli ultimi mesi da Varese Social Forum, Amici di Bizzozero, Lega Ambiente, Italia Nostra, Vas, il comitato per il parco cittadino e Coldiretti, impegnata a tutelare i diritti e gli interessi dei coltivatori il cui terreno è a rischio esproprio. 
È un segno tangibile, dicono i promotori, di un movimento di opinione tra gli abitanti del quartiere che finalmente comincia a far sentire la propria voce, dopo tanta rassegnazione e sfiducia nelle decisioni prese dal Palazzo. 
Una voce che non si era levata prima, ma che è stata anche negata nelle sedi idonee. 
«Volevamo fare una assemblea pubblica per discutere dell’argomento – lamentano gli Amici di Bizzozero – ma la circoscrizione si è arrogata il diritto di essere l’unica assemblea deputata alla discussione. E durante la discussione in sede di circoscrizione ci è stata negata la parola».
I nemici dell’insediamento carcerario e abitativo in zona Duni, non demordono. 
Alle viste si profilano altre iniziative: un possibile ricorso al Tar da parte di Coldiretti e forse un’iniziativa legale sulla scia dell’azione promossa dal Comune di Gazzada che chiedeva la sospensiva della delibera consigliare del 17 maggio scorso. Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva: «Attendiamo di leggere le motivazioni – dice Alberto Minazzi, di Lega Ambiente – poi decideremo la nostra azione».,
Nel frattempo le 1300 firme in calce alla petizione che chiede di bloccare il progetto carcere e favorire la costituzione di un polmone verde sono già arrivate in comune. Con loro, anche le osservazioni alle due varianti connesse a quella del carcere: si chiede, in sostanza, tutelare la delicatezza idrogeologica dell’area, conservandone la destinazione agricola e boschiva. Sono 225mila i metri quadri di territorio agricolo destinati a qualificarsi come aree edificabili e impermeabilizzabili.
«Si tratta – dice Lega Ambiente – di una delle più perniciose iniziative di cementificazione che questa amministrazione tenta di far passare in spregio ai proclami di difesa dell’ambiente e dell’agricoltura varesina». Un precedente, rincarano, pericoloso che potrebbe fungere da legittimazione a futuri nuovi progetti pubblici e privati in aree verdi.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 ottobre 2004
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