Nardi, in agguato i licenziamenti

A dicembre scade la cassa integrazione straordinaria. Trattative in corso per possibili acquirenti

Scaduta la cassa integrazione ordinaria per i 26 lavoratori della storica Nardi di Tradate, che in passato ha raggiunto anche i 200 dipendenti. In Municipio si è svolto nei giorni scorsi un incontro con i sindacati per capire come affrontare la situazione. L’azienda ha già avanzato la richiesta di cassa integrazione straordinaria che, però, andrà avanti fino alla fine di dicembre. Dopodiché, se la situazione economica non dovesse migliorare e se non si trovasse un acquirente in tempo, il curatore fallimentare, nominato nel 2003 dal tribunale di Varese, potrebbe procedere con i licenziamenti.

La Nardi, storica azienda produttrice di volanti, è molto conosciuta nel settore automobilistico. La crisi è andata in crescendo negli ultimi anni con un drastico calo di produzione: tre anni fa i lavoratori erano circa 120 e il fatturato superava i 40 miliardi di vecchie lire. Nel 2002 i dipendenti erano 56 e il fatturato è passato da 18 miliardi dell’anno precedente, a 11. Nel 2003 la richiesta di fallimento da parte della dirigenza dell’azienda e la nomina di Nino Iannacone come curatore fallimentare.

All’incontro con il sindaco Stefano Candiani, hanno partecipato anche le rappresentanze sindacali dell’azienda, il curatore fallimentare e Marino Mazzola della segreteria provinciale della Fillea-Cgil. «La situazione è preoccupante, ma qualcosa sembra si stia muovendo – spiega Mazzola -, sono già in corso dei contatti su un possibile acquirente. Il marchio nel settore automobilistico è ancora molto conosciuto. Alcune trattative per l’acquisizione dell’azienda sono attualmente in corso. Il nostro obiettivo è sicuramente quello di garantire il mantenimento del livello occupazionale, per questo abbiamo anche chiesto aiuto al sindaco».

«Non abbiamo la possibilità diretta di ricollocare le persone – spiega il primo cittadino tradatese -, ma ci siamo impegnati a stimolare la situazione negli organismi preposti come Provincia e Regione, tramite l’attuazione di un ricollocamento mirato. Quello che possiamo fare è sicuramente rendere più appetibile l’area dove si trova attualmente l’azienda, in centro ad Abbiate Guazzone. In questa maniera potremmo far trasferire la Nardi nella zona industriale, più attrezzata e agevole per un’azienda. Sicuramente queste iniziative saranno attuate solo per un investitore che faccia proseguire l’azienda e non che la rilevi e apra uno stabilimento da un’altra parte. Siamo comunque tutti in attesa di sapere i risultati delle trattative».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2004
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