“Nel villaggio della Gioia diamo una speranza ai bambini abbandonati”

Ospite delle Acli provinciali, Padre Fulgenzio, fondatore del Villaggio della Gioia in Tanzania ha spiegato le ragioni della sua missione. L’obiettivo è quello di dare un tetto a 1200 bambini

La diagnosi di una malattia incurabile cinque anni fa e la previsione di vita di pochi mesi. Quindi la decisione di dedicarsi nell’ultimo scorcio della propria esistenza all’Africa. E’ stato proprio questo insieme di eventi a determinare la svolta di Padre Fulgenzio, missionario passionista, oggi il cuore pulsante del Villaggio della Gioia a Der Es Salaam in Tanzania.
Nel villaggio vengono accolti i tanti, troppi bambini di strada di questo paese tra i più poveri al mondo, nonostante le grandi risorse naturali, la favorevole posizione geografica, il quadro politico stabile.

"Volevo occuparmi di questo paese dell’Africa come giornalista – spiega padre Fulgenzio – e come giornalista mi sono addentrato tra le vie più degradate della città. Lì si muore alla grande, in un silenzio assordante della stampa internazionale. Si muore all’africana".
Nonostante il male incurabile, padre Fulgenzio decide di sfidare la medicina per aiutare le sofferenze della parte più debole della popolazione, i bambini decimati dall’Aids.

Dopo una fase progettuale turbolenta e fatta di colpi di scena insperati, padre Fulgenzio si imbatte in un gruppo di persone capitate per un disguido aereo a Dar es Salaam e lì nasce il connubio ideale che porta alla nascita dell’Associazione onlus Il Villaggio della Gioia.

Oggi, a distanza di due anni, il Villaggio ha già due case famiglia con una dozzina di bambini a testa: caratteristica del centro, infatti, è quello di voler mantenere il calore della famiglia attorno ai bambini raccolti, dar loro fiducia e stima di sé stessi.

Il Villaggio progredisce passo passo, grazie ai contributi che arrivano dall’Italia.
Le Acli provinciali sono così scese al fianco di Padre Fulgenzio lanciando una campagna di sensibilizzazione e raccolta di offerte che culminerà sabato 4 dicembre con una serata che si terrà alla cripta di Masnago, dove lo stesso padre Fulgenzio incontrerà amici e sostenitori per spiegare la sua missione. Salvadanai per la raccolta di offerte sono state dislocate in tutte le sedi della Acli e dei circoli, mentre si sta cercando di favorire la dislocazione in altri luoghi di aggregazione come le scuole o centri di grande passaggio.

Il Villaggio della Gioia, che è stato inaugurato nel gennaio scorso, ha bisogno ancora di un grande aiuto: l’obiettivo finale è quello di dare un tetto e una famiglia a 1200 bambini, che sarebbero altrimenti abbandonati a sé stessi. I contributi che verranno raccolti in questi mesi serviranno a realizzare e arredare sale da pranzo e luoghi ricreativi.
" Nel villaggio della Gioia tutti sono i benvenuti – sottolinea Padre Fulgenzio – indipendentemente dell’etnia e della religione. Questa è l’Africa dei villaggi, dove non esiste odio religioso, dove tutti sono pronti a pregare insieme per una pioggia in tempo di siccità. Anche a Der es Salaam iniziano ad arrivare i venti del fondamentalismo islamico provenienti da Zanzibar, ma la vera Africa non conosce queste rivalità. Io proseguo in questo spirito ecumenico. Le diversità possono solo arricchire l’uomo. Le bombe e gli attentati non fanno che distruggere. Noi, invece, vogliamo costruire nel rispetto reciproco: è una sfida grossa, lo so. Ma l’umanità potrà vincere solo in questo modo".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2004
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