«Nessuna smentita, Aceti fa la scoperta dell’acqua calda»

Il sindaco Gilli risponde alle recenti affermazioni del consigliere di minoranza Luciano Aceti

riceviamo e pubblichiamo

Con non poca fatica ho tentato di capire come e quando l’Assessore Paolo Paolo Riva mi abbia smentito, come incautamente e con la solita trita e ritrita volontà di personalizzare il neo Consigliere e non mai abbastanza lodato ex Assessore ai Lavori Pubblici (per scelta dei Saronnesi rimasto ex) Ing. Luciano Aceti lascia intendere nell’incredibile scritto da Voi cortesemente pubblicato.
Confondendo i sogni con la realtà e sbandierando un’ermeneutica d’accatto, egli sostiene che l’Assessore Riva ha indicato come scelta dell’Amministrazione un piano di recupero in Viale Rimembranze recentemente approvato in via definitiva, mentre io avrei sostenuto, in prima deliberazione, che la scelta non è stata provocata da un PRG studiato e approvato da questa Amministrazione.
A parte il fatto che questa mia frase artatamente estrapolata da un lungo intervento si trova a pag. 56 e non 52 del verbale della seduta del 29.01.2004 e riguardava un altro intervento edilizio che non c’entra un bel nulla con quello di Viale Rimembranze, l’Ing. Aceti fa la scoperta dell’acqua calda: è provato documentalmente che le norme tuttora vigenti in materia urbanistica sono quelle approvate a suo tempo con la variante generale di PRG voluta dall’Amministrazione Tettamanzi (di cui l’Aceti era autorevolissimo esponente); sulla base di quelle norme la mia prima Amministrazione e quella attuale verificano le richieste degli operatori e formula, quando le è consentito, le proprie scelte.
In tal senso è ovvio – lo capirebbe chiunque – che l’Assessore Riva parli di scelte dell’Amministrazione; come è altrettanto ovvio – lo capirebbe chiunque – che il Sindaco ricordi che tali scelte riposano su un impianto regolamentare voluto da un’altra Amministrazione e tuttora in vigore (a pag. 56, si legge anche: "In questo caso la funzione dell’Amministrazione, che è andata fino in fondo al problema, arrivato alla fine assume un carattere, mi lasci dire così, e non è banale, un carattere quasi notarile, perché quando tutti gli elementi richiesti dalla normativa sussistono, non c’è motivo, e mi permetta di dire che non è solo di rispetto dell’ordinamento, ma a questo punto è anche di rispetto di regole che sono state date democraticamente da un Consiglio Comunale alla Città, l’Amministrazione non ha motivo legittimo di modificare più alcunché."
Dov’è la smentita? Dov’è la contraddizione?
Solo con spasmodica volontà polemica, che acceca e fa incorrere in infortuni incresciosi, si tenta l’ardua strada del chiosatore causidico e ci si scontra, invece, con la gelida smentita (questa volta è proprio tale) dei documenti e della logica.
Ma, diceva il principe di Talleyrand, che mi è piaciuto citare nel discorso del mio giuramento, “c’è un’arma più terribile della calunnia, la verità".
Ci pensi il Consigliere Aceti: se questo è il metodo cui intende uniformare la sua attività di opposizione, v’è motivo di ritenere che vi sia destinato molto a lungo, come i Saronnesi hanno intuito attivamente il 12-13 giugno, in un unico turno.
Grato per la collaborazione, saluto con la consueta cordialità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2004
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