Noto ginecologo denunciato per peculato

Non versava gli incassi delle visite all'azienda ospedaliera. Nei guai anche un biologo di laboratorio

Aveva scelto il regime di “intramoenia”, cioè aveva scelto di essere dipendente fisso dell’ospedale, ma in realtà continuava la sua attività di ginecologo anche all’esterno e all’azienda ospedaliera versava una minima quota. E’ stato così denunciato per peculato un noto ginecologo di Tradate ed insieme a lui dovrà rispondere delle stesse accuse un biologo di laboratorio.

L’operazione è della Guardia di Finanza di Varese che ha effettuato cinque perquisizioni in locali di abitazioni e studi del ginecologo.

Il medico avrebbe dovuto versare integralmente all’azienda ospedaliera di Busto Arsizio le somme ricavate dalle visite effettuate presso gli studi privati. Gli investigatori, dalle prime indagini che potrebbero allargarsi anche a casi analoghi, hanno scoperto che il medico, per gli anni dal 2001 al 2003, a fronte di 130 mila euro dichiarati all’ospedale quale introito dell’attività intramuraria, avrebbe in realtà incassato quasi 400 mila euro, occultando così ingenti somme sia all’azienda, per cui è scattata l’ipotesi di peculato, che al fisco.
Attualmente, gli investigatori, stanno ancora quantificando ulteriori profitti ricavati dal medico per circa altri 95.000 euro: il ginecologo, infatti, si faceva aiutare da un biologo di laboratorio anch’esso denunciato per peculato; il professionista e il biologo hanno utilizzato il laboratorio e gli strumenti dell’azienda ospedaliera per effettuare oltre 5000 pap-test tra il 1996 e il 2004.

Il professionista è in pensione da circa un anno e mezzo.
L’azienda di Busto Arsizio ha consegnato tutta la documentazione alla Guardia di Finanza e, ha detto il direttore generale Zoia, si riserva di procedere dando piena fiducia alla magistratura.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2004
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