Paolo Migone è “Completamente spettinato”

Dallo Zelig al teatro di Varese: il comico genovese sabato 16 ottobre porta all’Apollonio il suo nuovo spettacolo

Camice bianco, occhio nero e la cattiveria dell’uomo medio: così la maggior parte dei telespettatori di Zelig ha conosciuto Paolo Migone che sabato 16 ottobre arriva a Varese al teatro Mario Apollonio. Si tratta di un ritorno. La carriera del comico ligure (livornese d’adozione) è cominciata proprio sulle assi di un palcoscenico alla scuola di Philippe Blancher e Yves Lebreton.  La popolarità arriva però grazie alla trasmissione Zelig di cui, quando può, Migone tesse le lodi «Il devo moltissimo al piccolo schermo. La tv è molto importante per fare da traino alle mie attività teatrali».

L’autore definisce “Completamente spettinato” è uno spettacolo che torna  autobiografico per il 98%.

 

E l’altro 2%?
Sono aneddoti e storie vissute e riportate dagli amici: fonti insostituibili di battute e spunti.

Quindi i testi non li scrivi da solo.
Per essere precisi io non scrivo testi ma raccolgo immagini, situazioni. Faccio un po’ come i bambini che riescono ad essere precisi solo se riferiscono di cose che hanno prima guardato con i loro occhi particolari.

Il tuo rapporto con la televisione?
«Il teatro viene dalla televisione e vive della televisione e della fama che ti crea attorno. Difficili sono i suoi ritmi. In tre minuti di passaggio televisivo devi riuscire a piacere,  con una buona battuta iniziale e una finale. Deve essere come un canzone pop che passa alla radio, ti giochi tutto in pochi minuti».

Preferisci il teatro dunque?
«Il teatro invece mi consente di lavorare più tranquillo, di gestire uno spettacolo di 1 ora e mezza e anche di più, è più rilassante».

E la pubblicità?
«Zelig dura poche settimane e io ho bisogno che la mia faccia rimanga visibile a lungo. E in più ho da pagare un mutuo. Una questione economica e strategica. La gente che non ti vede in video ti dimentica».

Oltre Zelig quale programma televisivo ti piace o al quale vorresti partecipare?
«Parteciperei solo a spettacoli comici, naturalmente. Ma Già faccio Zelig, che è l’antesignano, l’originale. Tutto il resto cerca di copiare»

Tu sei un comico toscano, ma un po’ fuori dal coro dei comici toscani
«Intanto sono genovese trapiantato a Livorno! Ma a parte gli scherzi, credo sia un approccio diverso il mio. Vedo che in genere gli altri comici partono da una gag, da una barzelletta e ci costruiscono sopra una sceneggiatura, io mi muovo diversamente»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2004
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