Pelizzari racconta la sua “grande sfida”

Serata ai Molini Marzoli con Umberto Pelizzari per parlare della sua vita e della sua passione: l’oceano

Con l’intervento di Umberto Pelizzari, classe 1965, pluricampione del mondo di apnea nei vari assetti, costante, variabile e variabile no limits, si è aperta ieri sera 11 ottobre presso la Sala Tramogge ai Molini Marzoli la serie di serate dedicate ai “Protagonisti delle Grandi Sfide”, un’altra delle numerose iniziative dell’Assessorato allo Sport e alla Promozione del Territorio.

«Lo sport può entrare nella vita dei nostri cittadini in vari modi» ha esordito l’Assessore Ruffinelli «Non basta fornire la città di infrastrutture, bisogna anche promuovere l’attività sportiva. Per questo abbiamo pensato a dei faccia a faccia con diversi campioni, e Pelizzari, con i suoi record e con la disponibilità che ha dimostrato verso i giovani che vogliono imparare, può a pieno titolo essere definito un nostro campione».

Più che ospite, Pelizzari si è però dimostrato il vero mattatore della serata. Forte forse dell’esperienza televisiva fatta negli ultimi tre anni con “SaiPerchè”, non si è semplicemente limitato a raccontare la sua esperienza e a rispondere alle domande dei due moderatori, i giornalisti Andrea Della Bella e Marco Linari. Ha interagito col pubblico, presentato filmati, fornito spiegazioni tecniche e cercato di trasmettere le sensazioni che si possono provare a oltre 100 metri di profondità, anche se «è impossibile, sarebbe come spiegare il sapore del cioccolato a qualcuno che non ne ha mai assaggiato».

Il quadro che ne è uscito, grazie anche ai due filmati proposti di cui uno realizzato nella sofisticata tecnica Imax, è quello di uno sport, l’apnea, forse troppo poco considerato in confronto alle sensazioni e alle emozioni che offre.

«Apparentemente» ha spiegato Pelizzari «può sembrare uno sport in cui l’uomo è solo con se stesso. In realtà senza la mia squadra io non sarei nessuno, ogni successo lo devo al supporto del mio team. Questa non è un’attività per superman, richiede preparazione, esperienza e concentrazione».

Tecnicismi a parte, la domanda che aleggiava per tutta la sala era un’altra:
A cosa pensi quando sei là sotto?

«Mentre scendi in profondità di solito non hai tempo per pensare, ma quando risali e vedi la superficie e la luce del sole, la sensazione che il primo respiro ti dà è quella di una rinascita, di un nuovo ritorno al mondo. Non posso pensare a fortuna più grande di quella di aver come lavoro la propria passione».

Purtroppo nessuna delle sue parole, seppur appassionate, è effettivamente riuscita a  rendere l’idea di cosa possa significare per un uomo quella danza con i delfini, quella nuotata veloce ed elegante fra i coralli e i pesci indecisi fra la fuga e il gioco.
«Non credo che nel mio futuro ci sarà solo televisione» ha concluso Pelizzari «Il mare ormai è la mia vita, la mia seconda casa».

Per informazioni sulle altre iniziative:
Ufficio Sport e Promozione del Territorio
0331/323475
www.comune.bustoarsizio.va.it
ass.sport@busto-arsizio.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 12 ottobre 2004
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