Piano provinciale rifiuti, le linee guida convincono a metà

Sulle linee guida del piano provinciale dei rifiuti la Commissione Ambiente approva i principi generali, ma diffida dell'assenza di riferimenti specifici a Busto

La riunione aperta al pubblico della Commissione Ambiente tenutasi ieri sera a Borsano era incentrata sull’esame delle linee guida per il nuovo Piano provinciale dei rifiuti, preparate dai tecnici dell’Università dell’Insubria. Dette linee guida sono giunte a Busto il 27 settembre scorso, e le osservazioni di gruppi consiliari, associazioni e comitati dovranno essere consegnate entro l’11 ottobre; non sono mncate le ricorrenti lamentele per la ristrettezza dei tempi a disposizione, non certo una novità.

Oltre al Sindaco e ai commissari dei vari gruppi consiliari erano presenti esponenti del Comitato Ecogico Inceneritore e Ambiente di Borsano e del Coordinamento dei comitati.

Ad esporre i principi generali delle linee guida per il Piano provinciale rifuti è stato il dottor Russo. Il precedente piano del ’94 è naufragato sulla durissima opposizione delle popolazioni dell’alta provincia a qualsiasi ipotesi di un secondo impianto di incerimento, come invece il piano prevedeva esplicitamente. Le linee guida del nuovo Piano esprimono principi all’avanguardia, quali la riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, il riciclaggio e il recupero di energia tramite l’incenerimento. E proprio qui sta la chiave del piano: l’inquinamento prodotto dagli inceneritori "sparisce" dal novero delle questioni rilevanti, in quanto i nuovi modelli di impianto "non inquinano". Su Busto e l’ACCAM, tuttavia, non una parola. Il presidente della commissione Ambiente Carlo Fontana (FI) ha ricordato che già a giugno l’amministrazione raccolse delle osservazioni – meglio, delle prescrizioni – all’interno del consiglio comunale. Allora si chiedeva la costruzione di un secondo termodistruttore nel Nord della provincia entro maggio 2007 e l’impegno di trovare un sito in cui trasferire l’impianto  Accam dopo la fine della convenzione con Busto (31-12-2012), oltre alla riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, al loro  riciclaggio e alla tassazione in base all’effettiva quantità di rifiuti prodotta da ogni contribuente. Si chiedeva inoltre di potenziare la raccolta differenziata, se necessario sanzionando i Comuni che non la attuano, di compattare i rifiuti per ridurre il numero di camion diretti agli impianti, di essiccare la frazione residua (umido) per ricavarne combustibile e di studiare applicazioni microbiologiche per la bonifica dei siti inquinati. Corrado (Rifondazione Comunista) ha trovato le linee guida condivisibili quanto ai principi, ma vaghe. «Siamo contrari ad un secondo inceneritore, a patto però che queste linee guida vengano fatte rispettare. Se ciò avverrà, basterà un solo impianto, e Borsano non sforerà mai il suo limite di 400 tonnellate/giorno». Mariani (Margherita) ha elencato i divieti del piano in materia di siti per lo smaltimento di rifiuti: aree a vincolo idrogeologico, paesaggistico, agricolo, storico-artistico, paesistico… «In pratica è come se ci fosse scritto: per i rifiuti, Busto e solo Busto. Qui ci sono solo dei divieti, non le precise prescrizioni che avevamo individuato» Lapidario Verga (DS): «Queste linee guida sono aria fritta». Preoccupato anche Lofano (Rifondazione Comunista): «Non vorremmo firmare una cambiale in bianco».

Alle preccupazioni dei commissari il Sindaco Luigi Rosa ha opposto le sue certezze. L’amministrazione intende tenere duro sui "paletti" già stabiliti nella bozza di convenzione con ACCAM e chiederne l’integrazione esplicita ed inequivoca nel nuovo Piano provinciale dei rifiuti, che deve altresì prevedere espresse tutele per quelle realtà territoriali già compromesse dall’inquinamento e da precedenti impianti di smaltimento rifiuti. Mario Cislaghi, membro della commissione consultiva "Capire" che ha seguito passo passo i lavori del piano provinciale rifiuti visitando gli inceneritori più moderni d’Italia e d’Europa, ha denunciato la mancanza delle conclusioni della commissione stessa nellle linee guida del nuovo Piano, ma si è detto ottimista sulla volontà della Provincia di creare un secondo termodistruttore. Il Comitato ecologico inceneritore e Ambiente di Borsano ha invece espresso il timore che il nuovo Piano provinciale rifiuti sia siglato prima della sospirata convenzione Busto-Accam: «In tal modo sarebbe la convenzione ad adeguarsi ad un Piano monco, e non il contrario come da tutti auspicato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2004
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