Piccoli Comuni: «Il Governo Berlusconi si dimetta»

L’associazione dei piccoli enti locali aderirà allo sciopero indetto dai sindacati per protestare contro la Finanziaria

Il Coordinamento Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani aderisce allo sciopero nazionale promosso dalla CGIL, CISL e UIL per sabato 30 ottobre. L’obiettivo dei piccoli comuni è quello di protestare «contro una legge finanziaria ingiusta, iniqua e inutile – spiega il portavoce dell’associazione Virgilio Caivano -. Per i dieci milioni di cittadini che vivono nelle piccole comunità italiane è l’ennesimo schiaffo alle speranza di una condizione di vita normale. Una legge finanziaria che non crea sviluppo, lavoro, certezze sul futuro, ma solo tagli ai servizi essenziali alla persona come la scuola, la sanità, il trasporto pubblico».

«Non c’è nessun programma relativo all’innovazione tecnologica, alla valorizzazione dei piccoli comuni, solo slogan elettorali e promesse, come le tre “I”, inglese, informatica e impresa, sempre annunciate e mai realizzate, lasciando una parte significativa del Paese in una condizione di arretratezza tecnologica devastante e pericolosa proprio nell’era della comunicazione di massa – prosegue il portavoce -. Una finanziaria che prevede solo ulteriori sacrifici per le famiglie che vivono nei piccoli comuni, soprattutto montani, dove il costo della vita è di molto superiore alla media nazionale, con una impressionante ed inarrestabile spoliazione dei servizi. Una finanziaria che costringerà centinaia di piccoli comuni al dissesto finanziario e che non tiene in nessun conto della richiesta di attenzione verso un patrimonio sociale, ambientale e culturale che sta letteralmente scivolando nel baratro nell’indifferenza generale della maggioranza parlamentare e del Governo».

«Per gli anziani una finanziaria che accentua il disagio per l’assenza di servizi socio assistenziali sempre più marcata nei piccoli comuni, costretti a vendere gli ori di famiglia per far quadrare il bilancio – conclude Caivano -. Come dimostrano il piccolo comune di Castelpoto, in provincia di Benevento, che ha messo in vendita il centro storico e tanti altri Sindaci, costretti a spegnere i lampioni o tagliare l’assistenza domiciliare agli anziani a causa di bilanci ridicoli. Una condizione di notevole disagio che sfugge alla maggioranza parlamentare insensibile verso il dramma delle piccole comunità ed impegnata a promettere attraverso il Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, un taglio delle tasse impossibile ed inutile in un Paese dal costo della vita ormai altissimo e proibitivo per milioni di famiglie, soprattutto per quelle che vivono nei piccoli comuni. Per queste ragioni da ogni piazza dei piccoli comuni italiani sabato partirà un messaggio per una Legge finanziaria attenta ai bisogni veri e soprattutto la richiesta di dimissioni del Governo per manifesta insensibilità politica  a risolvere i problemi del Paese, prima che sia davvero troppo tardi»..   

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2004
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