Quattro case per disagiati: il cuore di Panizza batte ancora

Un progetto di solidarietà nato dall'associazione Bindùn, gruppo di campioni dello sport che hanno fondato ben quattro case alloggio per disabili

A Valmorea, grazie agli amici che non lo hanno mai dimenticato,
il cuore tenace e generoso di Miro Panizza batte ancora.
Infatti, ciò che andiamo ora a raccontare è un piccolo impero del bene, fondato dal gruppo sportivo dei
Bindùn ("i girovaghi", ndr). Si tratta di un gruppo di amici, nato nel 1983 e accomunato dalla duplice passione per lo sport – calcio, ma non solo – e per la solidarietà. Sì, perchè a comporlo sono persone del calibro di Beppe Bergomi, Beppe Baresi e Riccardo Ferri, che con il compianto Enrico Cucchi furono i fondatori del gruppo. Negli anni si aggiunsero vari personaggi: Bugno, Cappelletti, il cantautore Roberto Vecchioni, Milene Domingues (ex moglie di Ronaldo), solo per fare qualche nome, e tanti altri ancora dal mondo dello sport e dello spettacolo, come per esempio Javier Zanetti, le Veline, i Fichi d’India…

Su tutti un nome noto e amato nella nostra provincia: quello di Wladimiro Panizza, per tutti Miro, campione del ciclismo nostrano (vedi il palmarès) scomparso prematuramente due anni fa e al quale i compagni dei Bindùn, sempre attivi in giro per mezza Italia con partite, serate canore e pedalate di beneficenza, hanno voluto dedicare una delle loro quattro case d’accoglienza per disabili. Ne parla la vedova di Miro, la signora Mariarosa Panizza: «Domenica 10 ottobre abbiamo tenuto la seconda biciclettata in ricordo di mio marito, sul percorso Cassano Magnago-Boarezzo (nel piccolo borgo montano della Valganna a Miro, innamorato del luogo, è stata dedicata una piazzetta, ndr). Ci piacerebbe poterne fare un giorno una vera gran fondo, ma iniziative del genere richiedono tempo e denaro per l’organizzazione, in futuro si vedrà». Naturalmente, i fondi raccolti con le quote d’iscrizione vanno a finanziare i progetti dei Bindùn.

Domenica 10 erano 250-300 i presenti alla pedalata, già rinviata per il cattivo tempo. Assente giustificato Ivan Basso, amico di famiglia ed ex allievo della scuola dove la signora Mariarosa ha insegnato per vent’anni. Ma come è nato questo appuntamento?
«Miro venne a mancare nel settembre del 2002. Poche settimane dopo i suoi amici del gruppo dei Bindùn organizzarono un torneo di calcetto in suo ricordo, e nel 2003 venne la prima edizione della pedalata Cassano-Boarezzo» spiega la signora Panizza. Sempre nel 2003 sorse per volere dei Bindùn Casa di Miro, il quarto tassello del piccolo "impero del bene" situato fra Albiolo, Valmorea e Ròdero. «Mi chiesero se mi piacesse l’idea di intitolare a Miro una struttura di questo tipo, e accettai volentieri». Nacque così Casa di Miro, che oggi accoglie tre ragazzi sui 12-13 anni con problemi di ritardo mentale e famiglie in difficoltà. «Cerchiamo di farli vivere come in una famiglia normale, non sono reclusi ma vanno a scuola, li portiamo in piscina o all’oratorio. Li seguiamo sempre, insieme a psicologi e neurologi, e dall’anno prossimo li manderemo a Castiglione Olona presso una cooperativa di lavoro per imparare un mestiere» racconta Mariarosa Panizza. Una condizione molto difficile, quella dei tre ragazzi, ma che grazie agli sforzi dei volontari e dei professionisti che li seguono è migliorata. «In un anno sono molto cambiati, hanno imparato ad organizzarsi in tante cose. L’unico problema aperto per Casa di Miro è l’affitto che paghiamo al proprietario, e le spese che restano alte».

Come detto sopra, Casa di Miro – a Valmorea – è una delle quattro residenze aperte dal gruppo sportivo dei Bindùn. Le altre sono Casa di Enrico, ad Albiolo – nata in memoria del povero Enrico Cucchi, stroncato dal cancro a soli 37 anni -, Casa di Luca a Ròdero, voluta dallo "Zio" Beppe Bergomi, e Casa Quattro Venti, sempre a Valmorea. Casa di Enrico e Casa di Luca ospitano rispettivamente 9 adolescenti e 8 bambini fino a 7 anni provenienti da realtà familiari difficili, mentre Casa Quattro Venti ospita 9 adulti con disagi mentali dimessi dagli ospedali psichiatrici. Tutte queste strutture sono gestite dalla Coop Agorà 97 onlus.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 ottobre 2004
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