Quattrocento volte Andrea Meneghin

Il capitano è pronto a tagliare il prestigioso traguardo contro Reggio Calabria (giovedì, 20,30 al PalaIgnis)

"Con il numero undici, Andrea Meneghin!". Domani sera sotto la volta del PalaIgnis non si ascolterà una presentazione come le altre, perché la chiamata del numero undici biancorosso coinciderà con la quattrocentesima partita di Andrea con la maglia di Varese.

L’esordio del capitano è infatti avvenuto il 23 settembre 1990 a Napoli: vittoria esterna per la Ranger di un solo punto, 77-78. Per Meneghin (che allora vestiva il numero otto), fresco innesto in una squadra che pochi mesi prima aveva sfiorato lo scudetto ma che mancò clamorosamente i playoff nella primavera successiva, arrivarono i primi sei minuti: zero punti segnati ma due rimbalzi all’attivo. Pat Cummings che da lì a poche settimane si sarebbe rivelato un "bidone" infilò 29 punti mentre Stefano Rusconi fece la voce grossa a rimbalzo (15).

Da quel giorno Meneghin divenne uno dei perni della Pallacanestro Varese, nel bene e nel male. Sceso in A2 nel 1992 (senza demeriti propri) provò subito la delusione della mancata risalita (’93) ma anche la gioia per una promozione (’94) dalla quale nacque lo splendido ciclo che portò Varese allo scudetto della stella. Proprio la stagione 1998/99 vide la consacrazione di Andrea sui parquet di tutta Europa: reduce dai Mondiali di Atene con gli amici Pozzecco, De Pol e Galanda, Meneghin disputò un campionato strepitoso che si concluse come tutti ricordano. Con un Andrea ornato di barba e capelli lunghissimi che festeggia una vittoria fantastica a petto nudo sui rotori pubblicitari di Masnago. L’estate successiva fu altrettanto bella con la vittoria a Parigi del titolo Europeo e con due immagini consegnate all’iconografia della pallacanestro italiana: una schiacciata terrificante contro la Russia nei quarti di finale e l’abbraccio con il padre Dino ad indicare una staffetta di medaglie d’oro con l’impresa di Nantes del 1983.

Dopo il mancato l’aggancio al treno della NBA arrivarono anche le due stagioni lontano da casa, in quel di Bologna, sponda Fortitudo. Due annate ricche di ingaggio ma povere di soddisfazioni in un ambiente troppo diverso da quello amato dal Menego, che non ha perso occasione di tornare nella sua Varese quando capì che non c’erano più le condizioni per restare in Emilia.

A quattordici anni dall’esordio Andrea si è ripreso la fascia di capitano della squadra biancorossa ed è pronto a guidare il "laboratorio Varese" in questa stagione iniziata con una bella vittoria a Teramo. Domani (20,30) a Masnago arriverà una Viola Reggio Calabria ferita da una grave sconfitta interna contro Biella. Per la squadra di Giulio Cadeo un’occasione buona per mettere due punti in cascina se l’impegno verrà affrontato con la dovuta concentrazione. La festa di Andrea non deve essere guastata.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 ottobre 2004
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