Raddoppiato in due anni il numero degli immigrati in Italia

Presentato alla Caritas Ambrosiana il dossier statistico sull'immigrazione

I poveri nei prossimi anni continueranno ad avanzare sempre di più verso il cuore del mondo occidentale in cerca di lavoro, benessere e stabilità. Il rapporto statistico sull’immigrazione, pubblicato dalla Caritas italiana e dalla fondazione Migrantes e presentato nella sede milanese di Corso Venezia, non lascia dubbi su questa tendenza. Attualmente gli immigrati presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno sono 2.598.223, di cui un quarto (502610, pari al 22 per cento del totale) risiede in Lombardia. 
Una crescita costante e sostenuta per tutti gli anni Novanta (nel 1990 gli immigrati erano 356 mila), con un’impennata significativa a partire dal 2001, data del penultimo censimento che contava 1239000 presenze straniere, la metà delle attuali. Solo nel 2003 sono stati rilasciati, per vari motivi, 879328 visti d’ingresso.
«È l’effetto della più grande sanatoria mai avvenuta in Italia – spiega don Virginio Colmegna della Caritas Ambrosiana -. Due immigrati su tre, entrati clandestinamente, hanno usufruito della sanatoria e lavorano con regolare permesso di soggiorno. Oggi non basta più programmare  i flussi in termini numerici, ma occorre avviare una riflessione a livello europeo sul tipo e la qualità del flusso per garantire diritti e dignità agli immigrati».
(foto, da sinistra: don Virginio Colmegna e Giovanni Carrara, dell Caritas Ambrosiana)

In questi ultimi anni è cambiata anche la geografia di provenienza delle varie comunità straniere presenti in Italia. Quasi la metà degli immigrati (47,9  per cento) arrivano dall’Europa. In testa troviamo la Romania, che ha colonizzato tutto il Nord-est con quasi 300 mila presenze, a seguire l’ Albania (240.000) e la sorprendente Ucraina  (113000). Consistente la presenza degli africani, soprattutto marocchini, a conferma che la politica migratoria in Italia privilegia la dimensione euro-mediterranea.
In netto calo, invece,  l’immigrazione dal continente americano.
La provenienza influisce anche sulle confessioni religiose, confermando il primato della religione cristiana (49,5 per cento), seguita da quella musulmana (33 per cento). 
Si sceglie l’Italia per motivi di lavoro (66,1 per cento) e per ricongiungersi alla propria famiglia (24,3 per cento). Due dati strettamente collegati tra loro, a conferma che l’immigrazione in Italia tende in maniera forte all’inserimento stabile.
L’immigrazione si adegua alle pari opportunità. Non è più, infatti, un fenomeno che riguarda gli uomini: se nel 1990 il 58 per cento degli immigrati erano maschi, oggi c’è un sostanziale equilibrio con le donne.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 ottobre 2004
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