Realismo e voglia di rischiare, la ricetta di Orientagiovani

Milleduecento studenti hanno risposto all'invito di Univa. Al teatro Apollonio, Patrizio Roversi ha raccolto testimonianze di chi ha già fatto la scelta della vita

La scelta della vita avviene al termine delle superiori. Si deve decidere una strada, che segnerà la propria vita, la propria carriera, le proprie amicizie. E l’Orientagiovani, l’appuntamento che da nove anni l’Associazione degli industriali varesini fissa con gli studenti all’ultimo anno delle superiori, aveva l’obiettivo di sottolineare la complessità e la profondità della scelta imminente.
Ad accogliere milleduecento studenti giunti da tutta la provincia c’erano Luigi Prevosti, vicepresidente di Univa, Luciano Traquandi, docente della Liuc e Andrea Odobez, pubblicitario. A moderare l’incontro Patrizio Roversi, per il secondo anno presente sul palcoscenico del teatro di Piazza Repubblica, che ha cercato di sviscerare i temi della scelta attraverso le testimonianze dei due professionisti e di alcuni studenti universitari.

"Le sfide del domani – ha esordito Prevosti – sono innumerevoli e differenti da quelle dei decenni scorsi. Globalizzazione, pericolo cinese, terrorismo sono gli ingredienti dello sviluppo futuro. Voi sarete impegnati a gestirli e a vincere le sfide. E sarà nei prossimi giorni che dovrete porre le basi di questa crescita. Dovrete essere pronti a tutto: a muovervi, a rischiare, ma anche a essere pratici e reali. Il nostro territorio gode di un benessere concreto e questo è il frutto di un incontro vantaggioso tra risorse, organizzazioni, imprenditorialità ma anche capitale umano, forza lavoro capace di gestire lo sviluppo. Sarete voi che dovrete perpetrare questo sviluppo".

Il vicepresidente dei Univa ha sottolineato la novità dei giorni nostri: "L’industria non è più quella di "Tempi moderni" di Charlie Chaplin, delle tute blu, delle contestazioni. Oggi il lavoratore deve essere pronto ad innovarsi, a trasformarsi, ad adattarsi ai continui cambiamenti. Ecco perchè ci si deve accostare al mondo della scuola con la curiosità di imparare, con un desiderio di continuo aggiornamento. L’educazione deve essere a 360 gradi, perito tecnico o studente liceale non importa: è l’elasticità mentale che diventerà il plus valore".

Per Univa, Orientagiovani è solo una delle molteplici occasioni di contatto con i ragazzi a cui si devono aggiungere gli stages: "Come associazione teniamo molto a questi contatti, dove i ragazzi capiscono cosa sia l’ambiente industriale. Non è detto che rimarranno a lavorare nel nostro territorio, probabilmente migreranno. Ma è fondamentale imparare a conoscere il territorio dove sono cresciuti".

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 ottobre 2004
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