Sacro Monte: grazie all’Unesco si progettano investimenti ed eventi

Consiglio comunale "speciale" dirretamente sul posto

"La storia del Sacro monte è essenzialmente una storia di pellegrinaggio. Un tempo, quando non era così semplice raggiungere il santuario, numerosi fedeli si avventuravano nell’ascesa sfidando le peggiori condizioni atmosferiche".
Le fatiche dei pellegrini dei secoli passati, evocate dallo storico Luigi Zanzi, sono state in qualche modo ripetute ieri sera dai consiglieri comunali e da tutti coloro che si sono spinti fino all’oratorio di via Beata Moriggi, sfidando pioggia e nebbia, per partecipare al Consiglio comunale aperto sul Sacro Monte.

Un’iniziativa fortemente voluta dall’Amministrazione comunale, nell’anno in cui cade il quattrocentenario della via Sacra e , soprattutto, nell’anno in cui l’Unesco ha concesso al piccolo gioiello varesino lo status di "Patrimonio dell’umanità". Di fatti il nocciolo della questione, vero tema della serata, è tutto qui: come utilizzare i fondi che l’agenzia dell’Onu ha donato alla comunità varesina? Il sindaco Fumagalli, ascoltato attentamente da una cinquantina di cittadini del piccolo borgo, ha spiegato che l’Amministrazione si muoverà su due binari: infrastrutture ed eventi celebrativi.
I soldi dell’Unesco saranno dunque investiti per recuperare gli edifici storici, riqualificare le strade del borgo antico e realizzare dei parcheggi d’interscambio per favorire l’accesso al monte coi mezzi pubblici. Rimane ancora solo un’ipotesi, almeno per ora, l’ambizioso progetto di una funicolare che porti le persone direttamente in cima al Sacro Monte.

Per quanto riguarda l’aspetto celebrativo, nella prossima primavera verrà allestita, in collaborazione col museo parigino del Louvre, una mostra sul ‘600 lombardo. Le associazioni del posto, dalla "Fondazione Paolo VI", proprietaria del santuario, agli "Amici del Sacro Monte", hanno condiviso i progetti illustrati dal Sindaco, ammonendo però che il rilancio turistico del Sacro Monte deve avvenire nel rispetto della vocazione fortemente religiosa del luogo. Il Sacro Monte non potrà mai essere teatro di un turismo di massa, anche volendo non ne avrebbe le strutture. Occorre rilanciare un interesse di tipo cultural-religioso, che valorizzi il borgo e la natura senza stravolgerne le tradizionali caratteristiche. Questa è l’idea di fondo, condivisa da tutti i presenti, che sta alla base del progetto di rilancio del Sacro Monte. Progetto che, a detta degli amministratori comunali, non si esaurirà nel giro di un anno ma è pensato sul lungo termine.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 ottobre 2004
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