Sfratto coatto per la moschea di via Peschiera

Olimpio Zingaro, proprietario dell'immobile: «Devo costruire un palazzo, entro novembre faccio intervenire le ruspe»

«Entro novembre faccio abbattere lo stabile di via Peschiera, devo costruire». Olimpio Zingaro, proprietario dell’edificio che ospita ancora la moschea islamica di Gallarate, non vuole sentire ragioni.
Ha un progetto che è già stato approvato o in via d’approvazione in queste sere da parte dei competenti uffici comunali: 6 piani di palazzina, 24 appartamenti. Per erigere la nuova costruzione, deve abbattere il luogo di culto contestato e anche un villino limitrofo di proprietà del figlio.
Permane l’unico grosso ostacolo. La questione della presenza dei fedeli islamici in via Peschiera è ben lungi dall’essere risolta.
Anzi: ufficialmente sfrattata, la comunità musulmana avrebbe dovuto lasciare l’edificio il 30 giugno. Una nuova proroga è stata chiesta che Zingaro ha concesso in attesa di una nuova soluzione. Il nuovo termine di sfratto era fissato per il 7 ottobre.
Non è successo nulla. Al contrario è stata ribadita l’intenzione di trascorrere l’intero periodo del Ramadan, che comincia domani, ancora attendendo i propri doveri religiosi lì al quartiere Cedrate.
«Non mi interessa nulla, dicano quello che vogliono» sbotta l’Olimpio.  E così ieri è andato in Procura della Repubblica è ha avviato l’iter per lo sfratto coatto.
Questo potrebbe voler dire che nelle prossime settimane, forse anche una questione di giorni, l’ufficiale giudiziario potrebbe presentarsi alle porte di via Peschiera. 
E questa volta senza più tanti margini di manovra.
«Altrimenti mando le ruspe», conclude irritato Zingaro

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 ottobre 2004
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