Speroni fischiato alla commemorazione di Mauro Venegoni

Il vicepresidente nazionale dell'ANPI Tino Casali contesta le previste modifiche alla Costituzione

Sessant’anni fa, il 31 ottobre del 1944, Mauro Venegoni ( vedi biografia), nobile figura di resistente e di comunista antistalinista, veniva assassinato dai fascisti della Repubblica di Salò dopo atroci torture. Ieri mattina, a Cassano Magnago, Mauro è stato ricordato presso il cippo commemorativo a lui deidcato in via Bonicalza, presenti i Sindaci di Fagnano Olona, Santino Rossi, di Legnano – la città di Venegoni – Maurizio Cozzi e di Busto Arsizio Luigi Rosa, oltre naturalmente al Sindaco di Cassano Magnago Aldo Morniroli.

Quest’ultimo ha aperto la cerimonia, dopo il corteo con i gonfaloni dei Comuni, invitando a preservare la democrazia e la libertà frutto della guerra di liberazione per lasciarle integre a chi verrà dopo di noi.
La commemorazione, purtroppo, è stata guastata da un intermezzo polemico.
Infatti il vicepresidente nazionale dell’ANPI Tino Casali, durante il suo intervento, ha fatto riferimento alla riforma della Costituzione voluta dal governo Berlusconi con toni molto duri. In particolare, Casali ha contestato l’intenzione del centrodestra di riformare la Costituzione «a colpi di maggioranza», e lo ha accusato di calpestare i valori del pluralismo e della democrazia.

A questo punto Francesco Speroni, eurodeputato a Strasburgo e Presidente del consiglio comunale di Busto Arsizio, ha abbandonato clamorosamente il palco delle autorità, e gli applausi scroscianti che avevano accolto l’affondo di Casali si sono tramutati in fischi e insulti all’europarlamentare bustocco.

Casali ha quindi proseguito nel suo intervento, ricordando il tributo di sangue pagato per la riconquista della libertà dalla Resistenza e da chi le fu amico ed alleato e denunciando con forza il revisionismo che mette sullo stesso piano partigiani ed ex fascisti. In questo senso, la recente approvazione da parte della commissione Difesa del Senato di un disegno di legge voluto da AN per equiparare i combattenti della Repubblica di Salò a quelli delle altre nazioni belligeranti ha fatto osservare a Casali che quellodella RSI fu un governo illegittimo, «sorto alle dipendenze della Germania nazista» (e che ben poche nazioni riconobbero formalmente). La mobilitazione in difesa dei valori di cui la Resistenza nel suo complesso si fece portavoce è dunque necessaria e doverosa, nell’ottica di Casali e dell’ANPI.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2004
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