Speroni fischiato: Rosa contrattacca

Parole dure da parte del primo cittadino di Busto Arsizio, che ribadisce la concezione delle commemorazioni resistenziali come momento di pacificazione e non di contrapposizione

In merito alla polemica scoppiata durante la commemorazione del partigiano Mauro Venegoni, svoltasi ieri a Cassano Magnago, il Sindaco Luigi Rosa, presente alla cerimonia in rappresentanza del Comune di Busto Arsizio insieme a Francesco Speroni, prende le distanze dall’intervento del vicepresidente ANPI Tino Casali. Quest’ultimo si era scagliato toni molto duri contro le riforme alla Costituzione introdotte dal governo Berlusconi; Rosa commenta che un tale intermezzo, «di carattere prettamente politico», risulta «stonato» nel contesto di una celebrazione tanto sentita quale quella dedicata a Mauro Venegoni.

«Si è trattato di un discorso offensivo a tal punto da costringere il presidente del Consiglio Comunale di Busto, Francesco Enrico Speroni, ad abbandonare la manifestazione» osserva Rosa, esprimendo la sua solidarietà verso Speroni che, quale Capo di Gabinetto del Ministero delle Riforme, ha preso parte ai lavori di riforma della Costituzione.

Rosa dichiara anche che «quel signore (Casali, ndr) non è l’unico depositario dei valori della Resistenza; sono valori, non dimentichiamolo, per cui tanti hanno sacrificato la loro vita, e che fondano l’ordinamento democratico del nostro paese. La maggioranza che oggi ha il diritto/dovere di governare è stata chiamata democraticamente dal popolo a questo compito, ed è il popolo che ha voluto che fosse così composta: questo principio non va messo in discussione. Se poi su temi particolari, poi, come quello delle riforme, la minoranza si è autonomamente chiamata fuori, se ne dovrà assumere tutte le responsabilità».

In un momento molto critico per l’Italia e il mondo intero, in cui la democrazia è sotto attacco, il primo cittadino bustocco ritiene quindi di non potersi esimere dallo «stigmatizzare le espressioni di chi persegue ostinatamente la logica della contrapposizione, oltretutto in un ambito di questo genere, in cui, come da sessant’anni a questa parte, si ricordava il sacrificio di chi per la libertà e la democrazia è morto».
In conclusione Rosa ribadisce «la necessità di un salto di qualità che permetta di superare la logica della contrapposizione, usata oltretutto in maniera strumentale, che non porta da nessuna parte: è necessario anche per poter lanciare alle nuove generazioni un chiaro messaggio educativo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2004
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