Un gattile per Busto?

In Commissione Ambiente si discute della richiesta di contributi e aiuti comunali da parte di AmiciMici

Il gatto: principe delle case, straccione dei vicoli. In sua difesa, e in particolare in aiuto degli innumerevoli randagi che vagano silenziosi nel nostro mondo di cemento, asfalto e lamiere, si ergono le "gattare" di AmiciMici, associazione che opera da vari anni sul nostro territorio, e che ieri pomeriggio è stata ascoltata in Commissione Ambiente.

«Il problema randagismo esiste, da 15 anni ce ne occupiamo, e sempre a nostre spese» fanno notare le volontarie del gruppo nel fare richiesta al Comune di Busto Arsizio per un supporto economico in vista di sterilizzazioni e cure spesso costose. Nella risoluzione presentata dal consigliere di rifondazione Comunista Antonello Corrado, si chiede anche che l’amministrazione individui una sede in cui le volontarie possano accudire i gatti malati o ancora troppo piccoli per stare nelle colonie feline esistenti. «Ma dal comune vorremmo anche una sensibilizzazione dei cittadini per il problema delle sterilizzazioni; molti non sterilizzano le proprie gatte, e abbandonano le cucciolate a morire di fame e freddo nel classico scatolone di cartone. Per ogni cane abbandonato ci sono dieci gatti buttati in strada».

La proposta di un gattile comunale, avanzata dall’assessore Paola Reguzzoni, non è molto gradita alle gattare di AmiciMici, che temono un’impennata degli abbandoni di gattini, con la conseguente impossibilità di assisterli tutti. Ricordiamo qui che la sterilizzazione dei felini dovrebbe spettare all’ASL. «Solo nel ’94/’95 l’ASL ha provveduto, tramite un veterinario, a far sterilizzare uno o due gatti la settimana» denunciano le volontarie.
Secondo Francesco Caci della LAV il problema va visto da una diversa angolazione. «Alla ASL di richieste non ne giungono, questa è la verità. Sappiamo che essa è inadempiente; se le volontarie faranno regolare richiesta per le sterilizzazioni all’ASL noi le sosterremo, anche in sede legale, se necessario. Per il gattile, siamo per la soluzione del gattile comunale, di cui affidare la gestione ad un’associazione con un regolare appalto; come ha detto l’assessore, dare un aiuto ad una singola associazione potrebbe essere interpretato in modo equivoco».
Anche l’amministrazione, sempre nella persona dell’assessore Reguzzoni, si è detta pronta a "smuovere" l’ASL perchè faccia la sua parte come da norma di legge. Quanto al gattile, la Reguzzoni propone di ripetere la soluzione già adottata per il canile: dare cioè in gestione alle volontarie uno stabile da adibire a gattile, senza pagamento di affitti e con un finanziamento proporzionale alla quantità di gatti assistiti. La risoluzione presentata da Corrado, intanto, andrà al voto in Consiglio comunale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 ottobre 2004
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