Una giornata di studio per i 60 anni della Repubblica dell’Ossola

Sessant'anni fa in un territorio a cavallo tra il Verbano-Cusio-Ossola e il Canton Ticino,la Resistenza diede vita ad un'importante forma di autogoverno contro il nazifascismo

La Società dei Verbanisti e la Fondazione Cultura nel Locarnese organizzano a Locarno, il 30 ottobre 2004,  nella Sala della Corporazione Borghese di Locarno, una giornata di studio per ricordare il: Sessantesimo della Repubblica dell’Ossola (1944-2004). La giornata di studio sarà aperta  dagli interventi di rappresentati delle autorità italiane e svizzere delle regioni – la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, il Canton Ticino, le città di Domodossola e di Locarno – maggiormente coinvolte negli avvenimenti di 60 anni fa. 
La giornata di studio di Locarno vuole, da un lato, ricordare quegli avvenimenti che spinsero le due popolazioni a unirsi in un vincolo di solidarietà (che oggi andrebbe forse riscoperto), e dall’altro si prefigge pure di ripercorrere quegli importanti momenti del nostro passato e di interpretarli alla luce delle più recenti acquisizioni storiografiche.

Nel giugno 1944 gli angloamericani entrarono in Roma e risalirono poi rapidamente sino all’Appennino. Dietro le linee tedesche si mise in azione tutto il movimento della Resistenza italiana che cercò in ogni modo di facilitare l’avanzata delle truppe alleate. Nel giro di poche settimane furono liberate singole zone dell’Italia centrale e settentrionale, e si assisté alla formazione di "giunte di governo", gestite dai locali Comitati di Liberazione nazionale. Nell’alto Novarese il movimento si manifestò dapprima soprattutto in Val Grande, dove accorsero dalla Svizzera molti giovani rifugiati, parecchi dei quali caddero poi in combattimento in seguito ai rastrellamenti attuati dai nazifascisti. Malgrado questa feroce repressione, nei primi giorni di settembre i partigiani riuscirono a liberare il territorio fra l’alta val Formazza, la Valsesia e le rive del Lago Maggiore. Presa anche Domodossola, il 10 settembre fu proclamata la Repubblica dell’Ossola. I partigiani insediarono poi una Giunta, presieduta dal medico socialista Ettore Tibaldi, nella quale entrarono esponenti dei diversi partiti impegnati nella Resistenza. La costituzione della Repubblica dell’Ossola ebbe particolare rilevanza per le dimensioni del territorio liberato (fu la più vasta e la più popolosa delle repubbliche) e per le forme di autogoverno instaurate.

Nel Ticino quegli avvenimenti suscitarono una grande emozione e numerose furono le manifestazioni di solidarietà che presero avvio nel nostro Cantone. Questo coinvolgimento fu confermato dalle visite compiute a Domodossola da personalità ticinesi quali il consigliere nazionale socialista Francesco Borella e, soprattutto, il consigliere di Stato Guglielmo Canevascini. Anche il sindaco di Locarno, Giovan Battista Rusca si recò a Domodossola. Locarno, e il Locarnese, furono in effetti al centro delle operazioni di aiuto ai partigiani e di soccorso alla popolazione. Il 5 ottobre si formò un Comitato di azione "Pro Valle d’Ossola", presieduto dal medico Giovanni Varesi, con Virgilio Buffi e Alessandro Casella.

Il Ticino, ma soprattutto il Locarnese, si mostrarono altrettanto vicini quando la Giunta fu travolta dall’offensiva condotta dai nazisti e dai fascista per riconquistare la zona liberata. L’Ossola fu investita il 9 ottobre e Domodossola occupata 5 giorni più tardi.
Il 12 ottobre il sindaco Rusca e il municipale Oscar Regazzi si recarono in Ossola assieme a un gruppo di crocerossine e accompagnarono in Svizzera 125 bambini della zona. Per timore di rappresaglie indiscriminate, dal 10 ottobre era già comunque iniziato un vero e proprio esodo di civili – tra cui molte donne e molti bambini – verso il Ticino e verso il Vallese. Il 22 ottobre i membri della Giunta dovettero rifugiarsi in Svizzera attraverso il passo del San Giacomo. Alcuni giorni prima un contingente di partigiani passò il nostro confine ai Bagni di Craveggia, dove si verificò l’episodio (in cui furono coinvolti tra gli altri Enrico Franzoni, Augusto Rima, Carlo Speziali, Luciano Respini) del tentativo fascista di penetrare sul territorio svizzero; tentativo fallito per la fermezza dimostrata dai soldati posti di guardi al confine. Alla fine di quel tragico mese di ottobre si contarono 3800 profughi civili e 2500 militari.

 

Programma

09.45 Saluti da parte delle autorità:

on. Gabriele Gendotti, presidente del Consiglio di Stato del Cantone Ticino, on. Paolo Ravaioli, presidente della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, on. Diego Erba, municipale di Locarno, on. Mauro Mottini, sindaco di Domodossola, on. Vittorio Beltrami, presidente dell’Associazione Casa della Resistenza di Fondotoce-Verbania

10.45 Pausa

11.10 Vittorio Beltrami, Verbania, Introduzione ai lavori

11.20 MauroBegozzi, Novara, LaRepubblica partigiana dell’Ossola

11.40 Marino Viganò, Milano, Fascisti e tedeschi nell’Ossola insorta (1944-1945)

12.00 Pausa pranzo

14.20 Fabrizio Panzera, Bellinzona, Il Ticino e laRepubblica partigiana dell’Ossola

14.40 Christian Luchessa, Bellinzona, Le reazioni dell’opinione pubblica ticinese

15.00 Silvia Sartorio,Besozzo, I preti ossolani rifugiati e la Chiesa ticinese nelle vicende dell’Ossola

15.20 Pausa

15.40 Martine Venzi, Bellinzona, Le vicende dell’Ossola nelle testimonianze dei rifugiati nel Ticino

16.00 Ettore Brissa, Cannobio, "Un sassolino è caduto nel Lago, a Cannobio": il tempo del non-ricordo?

16.20 Francesco Scomazzon,Varese, Testimonianze raccolte da alcuni protagonisti

16.40 Nuove interpretazioni sulla "Repubblica" partigiana dell’Ossola,, tavola rotonda e discussione diretta da Fabrizio Panzera, con interventi di: Renata Broggini, Mauro Begozzi, Paolo Bologna, Marino Viganò.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2004
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