Varese impazzisce per l’operetta

A quota seicento gli abbonamenti del teatro Apollonio. Sabato e domenica il debutto per il musical con Hair. Ancora posti disponibili

I dati del botteghino del Teatro di Varese dicono che i varesini hanno gradito l’operetta. Già llo scorso anno, la sorella minore del genere musicale che ha reso famosa l’Italia nel mondo, aveva suscitato notevole interesse nel pubblico della Città Giardino. «Non saprei dire se c’è una ragione particolare – spiega Filippo De Santis, direttore di sala del Teatro Apollonio -. Sicuramente l’avere portato a Varese le compagnie più importanti e significative, come la "Compagnia italiana di operette" o "Massimini" ha dato i suoi frutti. La presenza di una piccola orchestra dal vivo di buon livello e la duttilità della struttura, riscontrata dagli addetti ai lavori, hanno fatto il resto. Credo che l’anno prossimo andrà aggiunta almeno una data in più».
(Foto: una scena del musical Hair)

Gli spettatori hanno gradito anche la stagione di cabaret e musical. Oltre 600 gli abbonati alla stagione teatrale, circa 140 quelli al musical, i cui appassionati , sabato 30 e domenica 31 ottobre, potranno assistere a "Hair", il capovaloro della beat generation per le musiche di Mc Dermot  e i testi di James Rado e Geoffrey Ragni. «Per le due serate di Hair c’è ancora posto – continua De Santis -. Le vendite hanno già raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti i 1200 biglietti in due serate: per sabato ci sono già 700 prenotati, per domenica 450. Negli ultimi giorni c’è stata la corsa alla prenotazione per questo musical, con un po’ di ritardo dovuto all’incertezza della data fino a poco tempo fa. Varese ha bisogno di circa un mese per assimilare una data».

Dopo Hair il programma dei musical prevede "Ailoviu" (7-8 dicembre), "Fame" (14-15 gennaio), "Footloose" (29-30 gennaio) , "Cantando sotto la pioggia" (19 -20 febbraio), "E sottolineo se" (1-2 aprile). Produzioni italiane e straniere, con qualche sorpresa. «I musical stranieri sono delle macchine perfette sotto ogni punto di vista, quelli delle compagnie italiane stanno crescendo molto. Produzioni come "Jesus Christ superstar", o "La febbre del sabato sera" sono state di ottimo livello. Semmai la differenza sta negli interpreti, in quelli che hanno una preparazione di stampo classico e quelli che non sono attori. Oggi assistiamo al debutto di interpreti che hanno una formazione televisiva. Pensiamo ai ragazzi della trasmisisone "Amici", li si aspetta al varco dell’impatto con il pubblico dal vivo. Poi ci sono delle produzioni interessanti. Quest’anno abbiamo inserito anche "Ailoviu" una piccola produzione italiana, un musical da camera»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2004
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