«Villa della sciatica, una barriera di fronte al Santuario»

La minoranza accusa l'Amministrazione di sacrificare una parte della città "all'altare della speculazione edilizia"

Il recupero della cosiddetta Villa della Sciatica torna a far discutere. Questa volta è la nuova minoranza del consiglio comunale, il gruppo Uniti per Saronno, che accusa la maggioranza di voler approvare, in via definitiva nel prossimo consiglio comunale del 12 ottobre, un progetto, secondo i consiglieri, attualmente non necessario. «Questa Amministrazione ha quindi deciso di sacrificare all’altare della speculazione edilizia una parte importante di Saronno – spiegano i consiglieri -, scegliendo di far costruire una barriera di fronte al Santuario e garantendo un guadagno supplementare alla Palace srl, dovuto all’aumento di volumetria, di oltre 3 miliardi». (nella foto, il disegno del progetto di recupero)

«L’intervento prevede la realizzazione di oltre 6000 mc nell’area appunto della Villa della Sciatica – illustrano i rappresentanti del gruppo Uniti per Saronno, composto da Ds, Margherita, Sdi e Cis -. Appare evidente l’enorme sproporzione tra quanto verrà autorizzato e la dimensione della area stessa, dove attualmente è collocata una villa da 700 mc.. In aggiunta nell’intorno dell’area  sono collocati edifici di grande pregio per la città: il Santuario e la Casa Morandi, oltre ad una serie di edifici di dimensioni decisamente più contenute. L’unico edificio di grande indice volumetrico è quello a fianco della villa, che visivamente non arricchisce certo la città, e per analogia  fornisce all’intervento da realizzare l’indice volumetrico necessario per creare una costruzione che andrà a nascondere parzialmente il Santuario».

«Altro che riempirsi  la bocca di elogi per il fatto che il nostro Santuario è stato inserito tra i beni del patrimonio europeo e quindi segnato sulle maggiori carte turistiche – concludono i consiglieri -. Che dire di un autorizzazione a costruire  che fa aumentare il valore commerciale del terreno di 10 volte che passa da un valore di costruibile di 500.000 Euro ad una valore costruibile di 5 milioni di Euro, raggiungendo nel contempo l’obiettivo di abbruttire la città. Chi ne guadagna? La città? Secondo noi “no”. E non manchiamo di sottolineare che  l’intervento non è dettato dal piano regolatore così come approvato dalla giunta Tettamanzi; le Norme Tecniche di Attuazione del PRG sono state oggetto di variante alcuni mesi dopo l’approvazione del progetto della nuova Sciatica alla Sovrintendenza. La variante del PRG è stata attuata mediante le delibere del Consiglio Comunale n. 44 del 7 Luglio 2003, n. 45 del 7 luglio 2003, n. 67 del 20 ottobre 2003,  n. 68 del 20 ottobre 2003; la variante, che consente l’approvazione di questo progetto, non è stata fatta solo per leggi superiori intervenute, ma per quanto riguarda il punto della definizione dell’indice di edificabilità, per scelta politica».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 ottobre 2004
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